March 15th, 2009

Il grande giorno era arrivato, finalmente dopo tanto tempo di preparazione io e tutti i miei parenti saremmo andati a questo grande evento.

Per venire incontro a esigenze avevamo deciso di utilizzare meno automobili possibili così a me era toccato l’incarico di andare a prendere mia cugina per accompagnarla.

Arrivato a casa sua entrai visto che la porta era aperta e la chiamai. continua leggendo questa Entrata

March 13th, 2009

Lo sentite? Come non lo sentite? Il freddo.

Ho freddo, non riesco a scaldarmi. Il cuore. Con nessuno. Provo a scaldare il mio corpo e il cuore di qualcuno ma loro non lo sentono.

Ho freddo. Dentro. Esce calore, lo perdo, ma nessuno lo sente. Nessuno si affeziona, non ne vale la pena per me.

Se mi affeziono, se voglio essere abbracciata, baciata, fuggono.

Volevo essere abbracciata. E lui me l’ha dato l’abbraccio. Volevo sentirmi stretta a qualcuno e lui mi stringeva. continua leggendo questa Entrata

March 9th, 2009

- L’hai scelta?
Hai trovato quella che va bene? -

All’altro capo del filo, silenzio. Poi un respiro più forte.

- E’ corta abbastanza, ma non troppo vero? Mi piacerebbe appena appena sotto il ginocchio. -

All’altro lato del telefono ora è nettissimo un sospiro, come di fiato trattenuto.

- Allora domani metterai, per me, quella. -

Daniele è nel parcheggio sotterraneo. continua leggendo questa Entrata

March 5th, 2009

Il tempo delle neve arriva con il velo del silenzio.
Si preannuncia con la tinta rosa, la luminescenza e quel senso di sonno, di torpore caldo che fa scivolare sotto le lenzuola l’uomo e la donna.
A cercare il calore dell’abbraccio.
Il tempo della neve, quello che quasi impedisce, mentre la città si fa bianca di sposa, quasi il risveglio, nel mattino senza silenzio delle strade.
-Mi sono svegliato tardi, la sveglia non può non essere suonata.. continua leggendo questa Entrata

March 5th, 2009

E’ sabato pomeriggio, un amico di famiglia mi aveva chiesto di dargli una mano a casa sua per dei lavoretti, i classici del sabato pomeriggio e siccome non ha molta dimestichezza con gli attrezzi fai da te mi ha chiesto di aiutarlo.
Mi fa piacere dargli una mano ogni tanto, è una bravissima persona, buona famiglia, sposato con una figlia.
Ed eccomi li in casa sua, cercando di sistemargli un armadio un po’ vecchio, ma pur sempre utile da riempire di qualsiasi cosa non serva più ma che non si butta mai via.
Sua moglie è al lavoro, fa la commessa in un negozio; sua figlia in camera sua sul computer a fare chissà chè.
Noi siamo li che proviamo di montare le ante dell’armadio, ma come al solito non fila mai liscio niente; mancano alcune viti e dei fori per assestare bene le ante.
Porca paletta, non va mai bene niente- mi fa lui- vado in utensileria a prendere ste benedette viti e la punta, tu in tanto monta l’altro mobile.-
E cosi lui parte e va a prendere tutto il materiale occorrente, mentre io comincio a studiare come montare l’altro armadio. Ma dei rumori colpiscono la mia attenzione, vengono dalla camera di Alice, la figlia di Giorgio.
La cosa mi incuriosisce e piano piano mi avvicino alla porta chiusa.
Non posso far altro che guardare dal buco della serratura.
Cosa vedono i miei occhi!!! continua leggendo questa Entrata

March 1st, 2009

Elisa stava davanti alla preside tremando, accanto a lei Amanda, la sua compagna di letto e di stanza, con gli occhi bassi e le mani che torturavano nervosamente un fazzoletto. “Quello che avete fatto non ha nessuna giustificazione, lede la fama e la dignità vostra e di questo collegio” “ma noinoi stavamo solo scherzando..” provò a dire Elisa. “Zitta!Non osare rispondermi. Ho già avvisato tuo zio, gli ho detto tutto. E’ amareggiato e stasera viene a prenderti sei espulsa. Non voglio più vedere te e la tua compagnia. Siete immorali, rovinate le altre!!” Ora uscite da qui.”
La sorvegliante afferrò Elisa , mentre Amanda ormai in lacrime restava con la preside a subirsi un’altra ramanzina. Elisa fu fatta sedere in portineria, sotto gli occhi duri della sorvegliante. “Questo non ci voleva, mio zio mi ammazzerà.”pensò Elisa.
Tutto era iniziato quella mattina, quando Amanda l’aveva trovata in bagno mentre con slip calati e gambe aperte si stava accarezzando la vulva. Si era subito coperta ma Amanda invece di uscire le si era avvicinata supplicandola di continuare. Amanda non era una bellezza, un po’ bassa e tarchiata aveva però una bella bocca e seni grandi e sodi, che ultimamente Elisa guardava con invidia e forse con qualche altro sentimento. Elisa allora aveva risollevato la gonna spalancandole le sue gambe lunghe e sottili davanti, il respiro ansimante di Amanda le aveva fatto capire che la sua compagna di stanza non era solo curiosa. Un brivido di eccitazione le era corso lungo la schiena e lentamente aveva iniziato a giocare con le dita tra i peli biondi del pube. “Ti prego fammi toccare” “solo se mi fai giocare col tuo seno.” Amanda si era aperta la camicetta, quindi le si era avvicinata. Elisa finora aveva provato attrazione soltanto per i maschi. Nonostante avesse da poco compiuto 18 anni, Interna in un collegio femminile non poteva tuttavia frequentarne molti e nelle sue masturbazioni solitarie si era sempre immaginata di volta in volta con un ragazzo o da un attore diverso, a volte i suoi “amanti” continua leggendo questa Entrata

February 25th, 2009

Le bollicine di schiuma, dai riflessi cristallini, velavano la superficie della vasca da bagno. Assorto nell’inseguire i suoi pensieri Mario manteneva il capo e le spalle fuori dall’acqua. Una sigaretta gli penzolava dalle labbra. Riempì i polmoni di nicotina e liberò alcuni cerchi di fumo dalle labbra lasciando che si disperdessero nell’aria, dopodiché lasciò cadere la cenere della sigaretta sulle piastrelle del pavimento.

I cristalli di sali da bagno disciolti nell’acqua emanavano un delicato profumo di bosco, la stessa fragranza di cui si sarebbe impregnata la sua pelle dopo la prolungata immersione nella vasca. Sarebbe rimasto in ammollo ancora per un po’ di tempo, trattenendosi a leggere le pagine di un libro che si era portato appresso com’era sua abitudine.

Lasciò trascorrere una buona mezzora prima di dedicarsi all’abluzione del corpo. continua leggendo questa Entrata


 

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