La seconda notte
Rientrati nella nostra camera ci precipitammo insieme sotto la doccia, il caldo del vapore, il contatto dei nostri corpi scatenò un nuovo desiderio, ci baciammo ed il bacio ci riportò ad una ulteriore erezione. Ci asciugammo e ci sdraiammo nudi sul letto continuando a baciarci ed accarezzarci. Marco mi confessò che effettivamente lo zio l’aveva sodomizzato ma lui non aveva assolutamente opposto resistenza. Io, con finta ingenuità gli chiesi :
” Ma cosa si prova ad essere sodomizzato?”
“E’ un’esperienza sconvolgente, rispose, nessun atto sessuale produce la stessa emozione; nel momento che accetti di essere penetrato cambia tutto l’universo che ti circonda, tu ti senti più libero perché hai finalmente sciolto un dubbio, hai rotto un tabù; tu non l’hai mai fatto?”
“No, balbettai, … mi piacerebbe provare… ma ho paura di sentire male”
“Io l’ho fatto con mio zio, aggiunse Marco; lui aveva un cazzo enorme ed io ero molto giovane ed effettivamente, la prima volta, ho sentito molto male, però è un dolore che si supera con l’eccitazione ed il desiderio, adesso sono esperto e vedrai che riuscirò a penetrarti senza farti provare dolore… è inutile che protesti, si capisce che ne hai una gran voglia; mettiti a pancia in basso, poi è meglio che ti svergini io con garbo perché mi sa che i veterani, una di queste sere ti inculeranno senza alcun riguardo, meglio essere preparati”
Ubbidii senza protestare, lui prese un cuscino e me lo mise sotto la pancia, il mio sedere era così totalmente indifeso, lui me lo leccò, poi iniziò ad introdurre le dita, cominciai a mugolare, ma non sentivo dolore; ad un tratto estrasse il dito e prese dalla borsa un vibratore e disse:
“Questo è l’ideale per allenarti il buchino, è lungo 18 cm ma non è troppo grosso, adesso devi restare rilassato, il tuo ano deve dilatarsi, è chiaro cosa intendo?”
Annuii col capo, sentii le punta del vibratore appoggiarsi al mio sfintere, rimasi rilassato e l’oggetto entrò senza procurare alcun fastidio, provavo una sensazione strana, la cosa non mi dispiaceva ma non sentivo particolare piacere, Marco spingeva e tirava, ogni tanto sputava sul mio ano per mantenere la lubrificazione; sentivo l’oggetto che continuava ad entrare, sempre più dentro, lo sentivo riempirmi il retto ma non protestai, improvvisamente Marco si fermo e disse:
” Per una verginella non c’è male ti sei ingoiato tutti i 22 cm, vediamo come te la cavi col mio cazzo”
Vidi il suo pene, mi impressionò la sua grossezza, era quasi il doppio del vibratore, mi spaventai e urlai:
“Marco così mi sfondi, ti prego, fai piano”
Lui fece un cenno per tranquillizzarmi ed appoggiò la punta del suo cazzo al mio buchetto, mi invitò a spingere per avere la massima dilatazione, così feci e lui con un colpo secco introdusse il suo glande nel mio culo, stavolta sentii male, ma era un dolore piacevole, una sensazione inebriante, restammo fermi in quella posizione per almeno un minuto, sapevo che se era passato il glande, non avrei più corso il rischio di provare dolore, così presi il coraggio e spinsi il mio bacino verso il ventre di Marco, sentivo il suo membro entrare, il piacere si trasformò in estasi, cominciai a muovermi con velocità sempre presente; Marco, continuando ad incularmi aveva afferrato il mio cazzo e mi masturbava, il culo mi bruciava ma non avevo alcuna voglia di smettere, solo le grida di Marco mi avvisarono della sua ieculazione imminente, mentre lui mi riempiva l’intestino del suo sperma io ne lanciavo un getto sulle lenzuola immacolate; ci accasciammo stremati e questa volta non avemmo altre pulsione, nell’addormentai pensai sorridendo a cosa sarebbe successo la notte successiva.
Il giorno dopo lo trascorremmo solo sognando a cosa sarebbe capitato la notte. Arrivammo in anticipo alla sala del convegno. Il culetto non mi faceva male più di tanto ma, ad ogni buon conto, prima di uscire lo avevo lubrificato con olio profumato.
L’atmosfera era tranquilla, c’erano quattro studenti nuovi e tutti vicino alla trentina, io e Marco eravamo decisamente troppo giovani per quel gruppo di otto uomini maturi, eravamo a disagio. Naturalmente non mancavano stuzzichini sia dolci che salati e soprattutto vino e liquori, anche quella sera tutti bevemmo abbondantemente. Ad un certo punto il decano prese la parola:” Questa sera non vogliamo frocetti ma puttane, noi non siamo gay ma bisex e stasera vogliamo scopare un paio di fighe”. Io e Marco ci guardammo perplessi e quasi delusi, comunque rimanemmo seduti al nostro posto senza proferire parola. Un certo imbarazzo ci trasmise lo sguardo del decano che ci apostrofò: “Voi due finocchi, vedete qualche figa in questa sala? No, non ne vedete perché non ci sono; è quindi ovvio che voi sarete le nostre troie. Adesso vi prepariamo come si conviene, spogliatevi”.
Più incuriositi che preoccupati ubbidimmo all’istante, restammo completamente nudi di fronte agli sguardi degli anziani che ci ispezionarono minuziosamente davanti e dietro; il decano sentenziò:
“Hanno un bel fisico da taglia 44, gambe lunghe, fianchi stretti, per fortuna sono quasi glabri, comunque rasiamoli”. Un paio di uomini erano già pronti alla bisogna, con creme, cerette, rasoi a mano ed elettrici cominciarono a depilarci, noi stavamo immobili a volti seduti ed a volte sdraiati, ma non opponevamo alcuna resistenza. Uno ispezionò il mio culetto, sulle natiche vi era una leggera peluria per cui lui disse. ” Adesso con una bella ceretta lisciamo questo bel culetto che dopo sfonderò col mio cazzone”
Mi fece sdraiare a pancia in giù sulle sue ginocchia e senza tanti complimenti versò la cera bollente su una natica, un bruciore fortissimo mi fece urlare, cercai di divincolarmi ma lui era molto più
forte di me; appena la cera si consolidò la strappò con un colpo secco, il dolore fu ancora più intenso, cacciai un urlo e cominciai a piangere; per tutta risposta il mio aguzzino cominciò a sculacciarmi : “ La verginella piange, pensate ai lamenti quando le sfonderemo il culo”. Io supplicai pietà ma ero eccitatissimo, cominciai a muovere il mio culetto ed il mio seviziatore continuò a sculacciarmi, piacere e dolore si mescolarono, stavo comunque allo stremo delle forze quando il decano fece interrompere la punizione con un rimprovero al torturatore “Non rovinarcela, questa troietta, altrimenti non riusciremo a godere”. All’istante le sevizie cessarono, ci cosparsero il corpo di olio profumato e ci truccarono il volto con rossetti, ciprie e rimmel, da un baule estrassero due parrucche da donna, con capelli lunghi e lisci poi i vestiti; ci spiegarono che spesso facevano delle recite teatrali per cui avevano tutto l’occorrente per ogni tipo di travestimento. Indossammo perizoma, mini mozzafiato, autoreggenti e camicette top. Ci guardammo allo specchio, eravamo due strafighe, io guardai Marco sorridendo, eravamo felici, avevamo capito, finalmente, quale era la nostra vera natura, calzammo due scarponcini con tacco e cominciammo a passeggiare davanti ai presenti tenendoci per mano, cominciammo ad assumere l’incedere civettuolo e suadente delle vere troie, i maschi ci guardavano con concupiscenza e noi ci inebriavamo per essere riusciti ad eccitarli, molto presto uno si estrasse il cazzo dai pantaloni, era già duro come il marmo, in un attimo si spogliò e cominciò a masturbarsi, aveva una cazzo bellissimo, all’istante tutti gli altri sette lo imitarono per cui io e Marco ci trovammo in piedi di fronte ad otto uomini col cazzo duro che si masturbavano eccitati dalla sensualità che noi due riuscivamo a trasmettere. Il decano, evidentemente eccitato, disse : “Ora. belle bimbe fate un bel pompino ad ognuno e, naturalmente non vogliamo sporcarci, quindi dovrete ingoiare tutto ciò che vi troverete in bocca”.
Io mi chinai tra le gambe aperte dell’uomo a sinistra mentre Marco iniziò da destra, il sapore ed il contatto del glande mi inebriò, il mio partner era già eccitatissimo, dopo pochi colpi di lingua e di labbra sentii lo sperma salire nell’uretere per cui tenni il pene stretto tra le labbra, il liquido vischioso mi andò direttamente in gola, lui cominciò a contrarsi per scaricare tutto lo sperma, solo quando lo sentii rilassato sfilai il suo cazzo balla mia bocca; senza dire una parola mi portai sul secondo uccello, era più grande del primo ed era meno eccitato, gli alzai i coglioni e gli leccai il buco del culo, la cosa gli piacque moltissimo per cui infilai il dito indice nel suo sfintere e portai la mia bocca sul suo glande, dopo neanche un minuto la sua resistenza era vinta, non molto più lunga fu la resistenza del terzo, mi impressionò la quantità di sperma che emise, era tanta che non riuscii ad inghiottirla completamente, una certa quantità scivolo lungo l’asta, mi affrettai a raccoglierla completamente con la mia lingua e lo lasciai completamente pulito; la mia quarta vittima era il decano, per prima cosa mi consegnò un bicchiere sul cui fondo si poteva scorgere l’inconfondibile presenza di sperma, e lo porse dicendo :”Guardandoti spompinare i miei amici mi sono eccitato e mi sono fatto una sega, non voglio però privarti del piacere di ingoiare il mio sperma”. Osservai con una certa repulsione il liquido biancastro, ma ero eccitato a tal punto che avrei fatto qualsiasi cosa, pertanto lo ingoiai in un sol colpo, devo dire che lo sperma non ha sapore ma è la sua vischiosità che inebria, sentire questo liquido scivoloso e poco gradevole riempirti la bocca eccita come poche altre esperienze. L’idea che l’orgia fosse già finita mi creò un certo rincrescimento, mi era piaciuto spompinare i miei amici ma i miei testicoli erano ancora pieni di sperma e nessuno aveva violato il mio culo. L’ansia durò solo un istante in quanto il decano intervenne:”Voi frocetti, non penserete di avere finito, adesso dobbiamo scoparvi il culetto”.
A quel punto io stupii tutti con un uscita di cui ancora ora non so spiegare :” Scusate, io ho una gran voglia di essere inculato, ma vorrei appagare completamente questo mio desiderio, vorrei che tutti voi mi entraste nel culo”. La cosa suscito un’immediata e grande eccitazione ed il decano sentenziò:” Otto cazzi nel culo non sono uno scherzo, ma a noi sta bene, sappi che non è ammesso l’abbandono, anche se chiederai pietà noi ti romperemo il culo, comincia a metterti alla pecorina”. Ubbidii all’istante, subito mi spogliai e mi accucciai a terra, sentii subito una mano entrare nel mio ano mentre un altro si sedeva davanti al mio viso per farsi spompinare un’altra volta, per più di un ora mi trovai con un cazzo in bocca ed uno nel culo, ero esausto, tutti i muscoli mi dolevano, lo sfintere bruciava ma non mollai, dal mio ano colava sperma in continuazione, finalmente anche l’ultimo mi riempì il culo di sperma ed io rimasi esausto a terra. Tutti i presenti mi guardarono ed uno disse “Sei stato eccezionale, meriti un ringraziamento” Tutti si chinarono su di me quasi svenuto e cominciarono tutti insieme a leccarmi e baciarmi, ogni parte del mio corpo fu esplorato dalle loro lingue, un paio riuscirono a sborrarmi in faccia per poi leccarla, era l’estasi completa.