December 19th, 2007

Mi chiamo Roberto, ho 30 anni, svolgo la professione di giornalista free lance, sono single, ho molte amiche e molte amanti ma con nessuna ho mai avuto un rapporto che oltrepassasse i 20 giorni. La mia libertà è sacra e non vi rinuncerei per nessuna cosa al mondo; forse fra 10 anni potrei riparlare di matrimonio, famiglia ed altre puttanate simili.

Sto esponendo queste teorie sulla mia irremovibilità ad essere single alla signora Fernanda, per me zia Ferdy; è una carissima amica di mia mamma e forse soprattutto mia in quanto è stata, nell’età dell’adolescenza, la mia confidente, lei sa tutto delle mie avventure, delle mie donne, del mio modo di pensare.

Mentre parlo la sento distratta come se pensasse ad altro ed infatti mi interrompe :

“Roberto, scusa, devi farmi un grande favore?”

E’ la prima volta in vent’anni che zia Fernanda mi chiede un piacere; è una richiesta che mi fa felice in quanto mi permette di contraccambiare in qualche modo tutte le attenzioni che lei ha sempre avuto nei miei confronti.

“Dimmi, zia Ferdy, ben volentieri” rispondo.

Lei esita un attimo, poi mi guarda negli occhi ed espone la richiesta :

”Devi scopare Daniela?”

Dire che resto di sale è un eufemismo, Zia Ferdy mi ha appena chiesto di scopare sua figlia Daniela, credo che sia la prima volta al mondo che una madre fa una simile richiesta. Ritengo che aprire bocca sarebbe controproducente per cui attendo che la mia interlocutrice riprenda il discorso.

“Sai, dice, anche Daniela ha ormai 30 anni e non ha mai avuto un ragazzo, non solo è ancora vergine ma non ha mai avuto neppure un fidanzatino, mi ha giurato che non è neppure lesbica, cosa che avrei tranquillamente accettato. Il problema è che credo sia sessuofobica, la infastidisce l’erotismo, ho provato a farle vedere qualche film con scene di sesso, ma ne ha sempre interrotto la visione; per lei esistono solo i suoi cavalli e concorsi di salto; è sciatta, inelegante, non è mai stata una bellezza, ma attualmente la vedo sfiorire giorno per giorno; l’unico svago è la musica classica. Spero che tu non mi fraintenda; non ti chiedo di farle la corte, vorrei che semplicemente le dedicasi un paio di settimane per verificare se effettivamente non ha nessuna attitudine od interesse per l’amore sia esso spirituale o fisico. Perché ho pensato a te? Perché sei l’unico essere su questa terra di cui Daniela parla con simpatia”.

Più per cortesia che per convinzione le rispondo :

” Non è per niente un sacrificio quello che mi chiedi; è solo un impegno rischioso, se sbaglio l’approccio posso creare danni, non vorrei aumentare i turbamenti di Daniela”

Zia Ferdy mi tranquillizza :

”Non ti preoccupare, peggio di così non può diventare; naturalmente

dovrai sostenere molte spese; per tutto, dico tutto quello che ti serve, dovrai usare questa carta di credito”.

Rifiuto, quasi offeso, di prendere la carta che lei mi porge ma lei è categorica ed irremovibile : ” Non hai capito le mie intenzioni; io metto ottimisticamente in preventivo che tu possa acquistare un orologio di Cartier, che debba trascorrere un weekend all’ Hilton di Parigi, che possiate andare al casinò di Montecarlo, che tu riesca a rifarle il corredo; tu mi conosci e sai che l’ultimo dei miei problemi è il denaro; se non accetti queste condizioni non se ne fa niente”.

Anche se finanziariamente me la passo discretamente devo ammettere che due settimane a questi ritmi mi creerebbero non poche difficoltà.

Rimane il problema dell’approccio, sono anni che non vedo Daniela, difficile ipotizzare che possa risultare credibile il fatto che mi presenti a lei per invitarla a cena come se fossi uno di casa.

Zia Ferdy ha l’asso nella manica :”Giovedì prossimo avrei dovuto accompagnare Daniela ad un concerto a cui lei tiene particolarmente, le dirò che ti ho incontrato e siccome tu ci tieni ad assistervi ed a me non interessa niente ti ho proposto di sostituirmi e tu hai accettato”.

Rifletto, non mi sembra male l’idea, mi faccio dare il numero di cellulare di Daniela, mettiamo a posto gli ultimi dettagli, saluto zia Ferdy e vado per i fatti miei.

Due giorni dopo telefono a zia Ferdy per sapere come Daniela ha commentato la mia intrusione; come previsto la ragazza si è arrabbiata ma, avendo le mani legate dalla decisione della mamma, ha accettato; se mi va la posso raggiungere al maneggio tanto per rompere il ghiaccio. Infatti vado, sperando di riconoscerla in quanto sono passati circa 4 anni dall’ultima volta che ci siamo incontrati.

Ad ogni buon conto al maneggio mi dicono dove trovarla; la riconosco intenta a strigliare un cavallo :

“Ciao, Daniela, tutto bene?” è il mio ovvio approccio;

“Ah, ciao” è la sua calorosissima risposta.

Non mi scoraggio e replico :

“Da questo lapidario saluto capisco che non hai gradito la mia intrusione nei tuoi programmi”.

La ragazza sarà sessuofobica ma non è stupida ed infatti mi risponde:

“Mi avrebbe potuto stare bene se la cosa non fosse stata combinata da mia madre”

Non posso negare l’evidenza :

”OK, tua madre è stata la sponsor, ma per me è stato un piacere accettare, ci siamo frequentati poco ma siamo sempre stati bene insieme; e poi si tratta solo di un concerto; apprezzerei molto se la piantassi di strigliare quell’animale e mi prestassi un po’ di attenzione ”.

Ubbidisce e finalmente si volta verso di me; non è tanto alta ma ha un visino grazioso, purtroppo deturpato da occhiali anni trenta, capelli incollati e senza linea, sopracciglia folte; anche il completo che indossa è più adatto ad uno stalliere che ad una cavallerizza dell’alta società.

Mi allunga la mano, io la stringo e le do un bacio sulla guancia che lei accoglie senza contraccambiare, più per timidezza che per ripicca. Non riesco ad intavolare un discorso in quanto Daniela trasferisce ogni conversazione su cavalli e concorsi; dopo un’ora di trituramento di palle finalmente una sua frase apre uno spiraglio:

“Per il concerto di domani sera ho un problema, non ho niente da mettermi”.

E’ quello che aspettavo, replico immediatamente :

” Non ti preoccupare, passo a prenderti domattina alle 8, 00, ti porto ad una boutique di mia conoscenza”.

L’accompagno a casa e prima di lasciarci le offro l’aperitivo al bar, non avevo previsto la presenza all’interno del locale di Franco, Marco, Luigi tre amici di bagordi ed orge. Guardano con perplessità Daniela, ma per fortuna si astengono da commentare.

Mentre sto uscendo Franco mi ferma e mi sussurra all’orecchio :

”Oggi sei andato a pesca di cozze?”

Lo guardo e rispondo deciso :

” Presto o tardi ti rimangerai questa affermazione”.

La mattina dopo arrivo puntuale, Daniela è già pronta; prima tappa dal parrucchiere; decido per il capello liscio e corto, quasi un caschetto, inascoltate le proteste di Daniela che non li vorrebbe tagliare; seconda tappa dall’estetista-visagista; dopo due ore esce, è molto, molto carina, sembra una ragazzina; c’è solo un particolare stonato, è incavolata come una scimmia ed io so il perché, infatti me lo confermano le sue parole :

”Sicuramente sei stato tu ad ordinare di radermi… sai bene dove, non ti sembrano che questi siano fatti miei?”

Faccio finta di cadere dalle nuvole anche se, effettivamente avevo dato disposizioni di accorciare e curare i peli sul pube ma evitare la depilazione completa; terza tappa dall’ottico, rinuncio alle lenti a contatto e scelgo una montatura di Armani molto semplice, lenti rettangolari grigie senza montatura; avevo già comunicato all’Ottico la ricetta delle lenti che zia Ferdy mi aveva dato per telefono per cui in 10 minuti gli occhiali sono pronti; quinta tappa alla boutique di Dolce Gabbana, completino semplice di gonna sopra il ginocchio, camicetta e gilè, lei fa una chiassata sulle scarpe ma io sono irremovibile e l’obbligo a salire sui trampoli (scarpe con tacco da 10 cm). E’ stata dura ma adesso di fronte a me c’è una ragazza che dimostra almeno cinque anni di meno di quelli reali ed è sicuramente carina; una bellezza non vistosa ma molto gradevole. Sono soddisfatto; prima di andare a pranzo porto Daniela a salutare zia Ferdy che appena la vede si commuove e piange; ci accomiatiamo rapidamente perché è tardi; la porto nel ristorante più rinomato della città per i piatti di pesce; sto acquistando sicurezza e le impongo di non parlare di cavalli. Daniela è riservata ed introversa, sudo sette camicie per farla parlare di sé e dei suoi problemi, alla fine si sbottona :

“Non vanno ricercati nel profondo della mia psiche i problemi che io ho con l’altro sesso; semplicemente fatico a trovare persone interessanti, se avessi conosciuto uno come te, anche se ti odio per avermi fatto depilare, probabilmente la mia vita sarebbe cambiata”.

Si accorge di avermi fatto una dichiarazione in piena regola per cui cerca di fare retromarcia :

” Ho detto uno come te, quindi non sei tu”.

Nell’esprimere questa ultima frase manca di convinzione; forse il mio compito è più facile del previsto o forse zia Ferdy sapeva già come sarebbe finita. Finito il pasto saliamo in macchina e senza dirle nulla la porto a casa mia, quando parcheggio la macchina nel box percepisco che Daniela è emozionata, la prendo per mano e la conduco all’ascensore; io vivo in un attico con i soffitti mansardati molto confortevole e spazioso. Entriamo, lei rimane immobile sulla soglia tanto che a stento riesco a chiudere la porta; mi dirigo all’Hi. F e metto un caricatore di 6 CD di l Musica Soul, lei è ancora immobile dove l’avevo lasciata, le vado incontro e la bacio, quando sente la mia lingua ha l’impulso di ritrarsi, ma dura una frazione di secondo, trascorso quell’attimo sento la sua lingua cercare la mia in maniera sempre più decisa, ci baciamo per almeno cinque minuti, quando mi stacco colgo un espressione di incredulità sul suo volto :

“ Non devi avere paura, e devi essere sicura di una cosa, tu mi piaci tantissimo. ”

La prendo per mano e la porto in camera da letto,

la spoglio e la bacio allo stesso tempo, quando le tolgo il reggiseno posso ammirare due tette imperiali che mi fanno esclamare :

” Ma Dani, sei stupenda”

Lei sorride, prende coraggio e si sfila la gonna, rimane con il perizoma che le avevo fatto acquistare la mattina, le sorrido e la invito a sfilarselo cosa che lei fa; si infila come una saetta sotto il lenzuolo, mentre mi spoglio guarda dall’altra parte, quando mi stendo al suo fianco è rigida come una statua.

La accarezzo ma lei non si muove, mi assale il dubbio che sua madre abbia ragione, le sussurro all’orecchio :

”Piccola, di solito mi devo difendere dall’aggressione di assatanate in questi casi; bisogna che tu mi aiuti, devi suggerirmi cosa ti andrebbe di fare, se c’è qualcosa che ti ripugna devi dirmelo, perché non cominciamo con le carezze ?” io le allungo una mano sul seno e lei mi accarezza il volto, mi sembra opportuno precisare :

”Questo tipo di carezze me le fa mia nipotina di tre anni”

Daniela ride, mi bacia e si mette a cavalcioni sulla mia pancia; mi guarda e mi dice :

” Mettimelo dentro, ti prego”.

Le faccio piegare il busto in avanti per riuscire ad appoggiare il glande alla sua vagina, faccio entrare leggermente la punta del pene e poi le dico :”Adesso rialzati lentamente “ Per un attimo mi guarda e poi vedo il suo busto sollevarsi, sento il mio pene penetrarle nella vagina; è talmente stretta che la pelle del glande si tende verso il basso e mi procura una fitta di dolore, anche Daniela deve provare male perché emette un lamento; rimane un attimo immobile; io non provo più dolore e le chiedo :

” Come va tesoro, te la senti di muoverti?”

Lei fa un cenno di assenso col capo e comincia a muoversi, prima lentamente, poi più velocemente infine si agita come una forsennata; i 20 anni di digiuno sessuale vengono cancellati in un istante e Daniela esplode in un orgasmo incontrollato; io per fortuna riesco a resistere, mi ricordo solo ora che non ho il preservativo e che quindi corro il rischio di procurarle una maternità indesiderata; la faccio ridiscendere al mio fianco, sul mio ventre e sulle sue gambe ci sono evidenti tracce di sangue; capisco che Daniela è troppo stanca e molto emozionata per cui la tranquillizzo con un bacio e le dico di attendere, vado in bagno mi lavo, bagno un paio di salviette e torno da lei; la pulisco con grande cura e delicatezza, lei ha gli occhi chiusi, sembra una bambina. Mi rimetto vicino a lei e l’accarezzo, lei si gira e mi bacia, ha bisogno di tenerezza ed io la stringo a me, dopo un po’ mi guarda e mi dice :

” Adesso posso riprendere le carezze a cui accennavi prima “ e mi prende con la mano il pene; è chiaramente impacciata, i suoi movimenti sono più fastidiosi che piacevoli, ma non lo faccio capire, dopo un po’ mi guarda e dice :

”Gli devo dare un bacino adesso?”

Rispondo con decisione:

“Non devi se non ti va, se invece ti attrae lo puoi mettere nella tua boccuccia”

Lei mi fa uno sberleffo e si rimette a masturbarmi, sento le sue labbra sul glande, è esitante, teme di rendersi ridicola agli occhi del grande seduttore; finalmente se lo mette in bocca, i suoi denti mi arrecano un piccolo fastidio ma, anche in questo caso resto impassibile; la sua vulva è vicino al mio volto per cui vi avvicino le mie labbra e comincio a leccarla; lei è sorpresa e comincia ad agitarsi; la mia lingua sul clitoride le produce scosse di piacere che le impediscono di continuare a succhiarmi il pene; infatti apre le gambe e rimane inerte ai miei baci; non resiste neppure un minuto al secondo violento orgasmo. Io sono ancora a secco ma è meglio così. Daniela ha un’espressione radiosa, mi guarda e mi dice :

” Che stupida sono stata a perdere tanti anni senza provare queste sensazioni; però sono convinta che senza di te non sarebbe mai stato così bello”.

Devo ammettere mio malgrado che sto bene insieme a Daniela; è così diversa da tutte le strafighe da copertina che frequento abitualmente che mi affascina come nessun’altra prima di lei.

Daniela riprende il discorso :

”Adesso Roby posso dire di avere recuperato, ho provato le principali varianti del sesso, non è vero?”

Rispondo con un espressione professionale :

“ Per la verità, per completare il corso di base mancherebbe una prova importante, hai dato piacere alla tua patatina ed ha provato il sesso orale, manca il punto tre ?”

Strabuzza gli occhi, si alza in ginocchio e mi punta il dito in faccia :

” Non ci provare, nemmeno, quello mai, deve fare un male boia, altro che piacere”

E’ così carina e spontanea che mi fa ridere, la tranquillizzo :

”Stai tranquilla, è solo un opzionale, solo che oggi è di gran moda; sai con il dilagare della pornografia si diventa sempre più esigenti, non ci accontentiamo più della scopatina classica ma cerchiamo variazioni, se non addirittura perversioni. ”

Restiamo a letto fino alle 7, 00, prima di andare al concerto passiamo da casa sua; quando vedo zia Ferdy le dico, facendomi udire da Daniela :

”Altro che santarellina sessuofobica, questa qui è una ninfomane assatanata”

Daniela ridendo mi tira addosso un paio di cuscini. Zia Ferdy mi allunga un foglio di carta dicendomi :

”Potrebbe anche capitare, e ne sarei felice, che Daniela rimanga incinta; questo è un documento che, se dovesse succedere ti scarica da ogni responsabilità “

Le rispondo con fierezza :

” Io mi sono sempre assunto le mie responsabilità” e straccio il documento.

A mezzanotte torniamo a casa dopo un concerto ed una cena perfetti. Ci prepariamo per la notte come una coppia regolare, Daniela è ancora molto pudica e cerca di nascondersi al mio sguardo

Coprendosi col lenzuolo.

“Voglio vederti nuda, voglio che apra le gambe, che ti accarezzi, voglio che diventi un po’ zoccola” tolgo il lenzuolo e comincio ad accarezzarla; lei mi guarda e mi dice:

”Sai ho pensato al punto 3 e voglio superare anche questo ostacolo, ma solo con te lo posso fare”.

La bacio e l’accarezzo e cerco di dissuaderla :

”Piccola mia, ti ho appena fatto male alla patatina, non ti sembra eccessivo rompere anche il culetto?”

Lei si limita a scuotere la testa per dissentire ; mi ricordo all’istante che io finora sono andato in bianco per cui decido di piantarla di fare il gentiluomo, prendo Daniela e la bacio con grande trasporto, mentre le succhio i capezzoli le infilo un dito nella vagina, è ancora stretta tanto che immobilizza quasi il dito, quando arrivo a baciarle la figa lei ha già l’orgasmo; questa volta non mi fermo, continuo a leccarla e nel contempo provo a penetrarle l’ano con un dito, l’ingresso avviene lentamente ma tutto il dito è entrato, lo estraggo mi insalivo anche il secondo dito e li reintroduco nel culetto di Daniela; con un po’ di fatica riesco a farli entrare entrambi, resto dentro un paio di minuti poi le sollevo il bacino e la faccio mettere alla pecorina; nel comodino trovo la crema adatta ad ungere il buchino, mi chino su di lei le accarezzo le tette ed entro nella vagina, anche questa volta la sua resistenza, prima dell’orgasmo, è valutabile dai 10 ai 15 secondi; io continuo a scoparla per altri 5 minuti, poi esco, appoggio la punta del pene sul buchino posteriore e spingo; lei ha dei fremiti per il dolore ma non rifiuta la penetrazione, vedo il mio pene sparire lentamente ma inesorabilmente nel suo intestino, con un colpo secco faccio toccare il mio ventre al suo culetto; il mio pene è tutto dentro; le giro la testa per baciarla e le dico:

”Sei stata bravissima, è tutto dentro, sei contenta?”

Lei fa un cenno di assenso con la testa; a quel punto comincio a masturbarla ed a muovere il bacino, il suo ano è talmente stretto che tutto il suo corpo segue i miei movimenti, Sono prossimo all’orgasmo ma voglio venire insieme a lei; le introduco nelle vagina il dito medio e comincio a muovermi molto velocemente, esplodiamo insieme in un orgasmo liberatorio.

Durante la notte mi sono svegliato con Daniela che mi baciava il cazzo, l’ho fatta salire a cavalcioni su di me dicendole :

”Sei o non sei una cavallerizza, pertanto cavalca” Per circa mezz’ora ha continuato a montarmi, all’ennesimo suo orgasmo si è riversata sul lato semisvenuta e fino a mattina inoltrata abbiamo dormito.

Dopo una mattina a fare shopping siamo andati a colazione e l’ho affrontata :

”Finora hai superato la prova più facile, cioè fare sesso con uno che ti piace, adesso devi affrontare l’esame più difficile, fare sesso con estranei” Mi guarda con preoccupazione e stupore per cui aggiungo:

“Ora devi considerare il sesso come elemento essenziale di vita per cui lo devi separare dall’amore; se io avessi scopato solo le donne di cui ero innamorato sarei ancora vergine “ poi la guardo ed aggiungo:

“O quasi. . ” Lei sorride inorgoglita.

Continuo ad esporre la mia tesi :

“Ho un’idea cha taglia la testa al toro; ti ricordi quei tre amici che ti ho fatto conoscere ieri sera, te li dovrai scopare tutti e tre in una volta “ E’ esterrefatta ma non protesta :” Credimi, lo faccio molto malvolentieri, aggiungo, perché credo di essermi innamorato di te e sono geloso, però voglio che in una volta sola recuperi tutte le esperienze che in 15 anni non hai vissuto.

“Ma tutti e tre insieme” chiede con un filo di voce”

Rispondo deciso :

”Sì, così in una volta sola ci togliamo il pensiero ”.

Daniela non dice nulla, lo interpreto come un assenso, faccio indossare a Daniela abiti sexy, naturalmente mini, calze a rete, ecc. Arriviamo al bar frequentato dai miei amici e troviamo Franco, Marco e Luigi, nessuno riconosce che Daniela è quella racchietta che la sera precedente hanno chiamato cozza, anzi Franco senza riguardi per l’ospite commenta :

”Cazzo, che bella fighetta, perche’ non ce la fai scopare anche a noi?”.

Senza guardare Daniela rispondo :

” Se le date 200 euro a testa la potete scopare per un paio d’ore, fa pompini senza preservativo e si fa anche inculare ma col preservativo”.

Daniela ha gli occhi sbarrati ma non parla; Franco ancora più brutalmente le chiede :

” A me piacerebbe incularti mentre uno di questi due pirla ti scopa nella figa, che ne pensi troietta?”

Tolgo Daniela dall’imbarazzo :

” Avete due ore di tempo in cui potete fare ciò che volete, se volete, potete venire a casa mia” Durante il tragitto Daniela risponde a monosillabi alle domande oscene dei 3 stronzi. Arrivati a casa danno a Daniela i 600 Euro e Franco aggiunge:

“Se sarai brava te ne daremo altri 100”, Daniela è effettivamente bravissima, appena i tre si siedono lei si mette in mezzo alle gambe di Franco e comincia a spompinarlo, poi passa a Luigi a Marco, poi Franco la prende alla pecorina mentre lei continua a spompinare gli altri due, poi Luigi esclama senza indugio :

”Sai, troietta che hai un bel culo, mi sa proprio che te lo rompo col mio cazzone” non posso negare che vedere Luigi inculare il mio angelo mi fa soffrire; per 20 minuti i tre “ex” amici si fanno la mia donna e poi concludono come Franco aveva annunciato; Luigi la fa stendere sopra di lui e la scopa nella figa, Franco la incula e Marco si fa spompinare; per 5 minuti rimangono tutti in questa posizione, poi al segnale di Franco si rialzano e Luigi dice a Daniela :” Adesso, troietta, sdraiati che ti diamo la merenda, apri la bocca, puttanella, che te la riempio della mia sborra “

Daniela esegue ed a turno le sborrano in bocca e sulla faccia; rimangono tutti esausti a terra; pulisco Daniela alla meno peggio, mi faccio consegnare altri 100 euro.

E’ Franco il primo a parlare :

” Sai che sei stata stupenda, perché non sembri una troia, a fare pompini non sei tanto brava; quando ha il cazzo nella figa o nel culetto stai immobile, sembra che tu senta male come se fosse la prima volta; però sei così dolce che mi è sembrato di scopare una verginella “

Li guardo quasi con disprezzo e butto loro in faccia i 900 euro :” Voi una così ve la dovete dimenticare; questa è la mia ragazza e ieri le ho tolto la verginità; per problemi che non vi riguardano oggi ve l’ ho fatta scopare; adesso scordatevi di lei; comunque sapientoni, questa è la ragazza che ieri avete etichettato come cozza ed ora fuori dalle palle”. Franco timidamente chiede se può andare un attimo in bagno ma io lo prendo per un braccio e lo spedisco fuori casa assieme agli altri due.

Quando rientro Daniela è sotto la doccia; quando esce ha il mio accappatoio, è imbarazzata e non mi guarda; io sono nero, sono pentito per la prova a cui l’ho sottoposta; lei indugia, allora la chiamo a sedersi vicino a me :

”Scommetto che ti è piaciuto?” è la mia uscita per rompere ol ghiaccio.

Lei mi guarda con uno sguardo malizioso come per assentire.

“Vuoi dire che sei veramente diventata una troietta?” aggiungo.

Lei mi butta le braccia al collo e prima di baciarmi conclude la conversazione :

” Sì, sono la tua troietta”

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