December 21st, 2007

Finalmente la madre di Gloria decise di lasciarla venire in vacanza con me, io e lei soli.

Era parte del regalo per la bella promozione della figlia.

“Piero è un ragazzo di cui mi fido” furono le sue parole inaspettate.

La madre di Gloria è sempre stata molto severa, oltre a non concederle di venire in vacanza con me prima di allora, sempre le ha imposto coprifuoco piuttosto rigidi e programmi per le uscite ben definiti e chiari, le telefona spesso e lei deve rispondere prontamente al cellulare per non rischiare di rimanere in punizione per una o due settimane, quindi rischiare di mettere il naso fuori di casa solo per andare a scuola.

Il padre di Gloria è morto in un incidente ferroviario quando lei aveva tredici anni, di certo non è stato facile per sua madre crescerla nell’adolescenza senza l’aiuto di una figura paterna, ma la sua presenza costante e assillante non solo non ha colmato la lacuna, ha creato un baratro tra lei e la figlia. La cosa peggiore è che entrambe lo negano e lo nascondono.

La mancanza del padre e il rapporto difficile con la madre hanno fatto si che Gloria crescesse ribelle celando però questa natura con innaturale astuzia.

Sua madre la considera una brava bambina tutta scuola e famiglia, la sua bimba seria, sincera, affidabile. Si sbaglia di grosso. Gloria finge benissimo.

In più di due anni che stiamo assieme l’ho vista mentire alla madre spudoratamente dimostrandosi un’ottima attrice, il suo talento è anche più micidiale per quanto è furba, innumerevoli gli inganni che è riuscita ad escogitare per coprire le sue disobbedienze. Mai è stata smascherata, piuttosto ammette peccatucci minori del tutto inventati per nascondere colpe più gravi.

La madre la crede poi ancora vergine. Abbiamo fatto l’amore dopo circa un mese che eravamo assieme, io avevo passato il mio primo esame all’università. Lei mi disse che era la sua prima volta, ma dopo aver assistito alle truffe di cui è capace come potrei averne la certezza?

Gloria è una bellissima ragazza, io preferisco le bionde dai capelli lunghi e gli occhi chiari, ma non posso certo lamentarmi del suo aspetto: ha i capelli castani, lisci, non lunghi, tagliati poco sotto le orecchie, incorniciano un incredibile visino d’angelo, grandi occhi scuri da cerbiatta, il nasino alla francese spruzzato con una manciata di lentiggini. Fisicamente la trovo perfetta: snella, sottile vitino da vespa, seno piccolo, sodo, sostenuto impreziosito da perfetti capezzoli tondi all’insù, il fondoschiena perfetto, piccolo, tondo e alto.

Lei non è solo bella, nel sesso si è sempre dimostrata molto attiva e disponibile, persino un po’ trasgressiva. Per farla in barba alla madre siamo dovuti ricorrere ai più svariati espedienti, dai fugaci rapporti orali in tavernetta di casa sua, alle sveltine cronometrate nella mia macchina piuttosto che nelle toilette del centro commerciale.

Vista la sua predisposizione è ancor più difficile credere di essere stato il primo.

Cercavo di non chiedermelo per pensare solo a stare bene con lei e, per dirla tutta, davvero mi mancava un pizzico di profonda intimità sessuale. La nostra prima vacanza assieme era un’ottima occasione per dedicarci a noi due.

La destinazione era la maremma toscana, l’alloggio era completamente a carico della madre, a me toccava pagare tutti gli extra e i costi di viaggio, un accordo comunque piuttosto vantaggioso. L’albergo era stupendo, non di lusso, ma certamente un buon livello: il cibo squisito, il servizio ottimo, la biancheria cambiata ogni giorno, svariati i comfort, la tv satellitare, l’aria condizionata, il minibar, il letto king-size! Non fu difficile adattarsi alla permanenza di una sola settimana.

Purtroppo una pecca in tutta questa perfezione c’era, l’albergo era fuori dal centro urbano, un po’ isolato, poco frequentato da ragazzi e per lo più da famiglie.

Io e Gloria poi non siamo mai stati troppo bravi a fare amicizie al volo, senza occasioni adatte, e spesso quando siamo assieme diamo l’impressione di essere una coppietta che vuole farsi gli affari propri.

Arrivati nel pomeriggio, dopo aver preso possesso della stanza, ci sistemammo nella piscina dell’albergo, al mare ci saremmo andati a partire dal giorno seguente. Fu lì che ci avvicinò un uomo sulla cinquantina, il signor Fulvio Marini, anche lui ospite dell’albergo. Un tizio simpatico dal viso gioviale, i capelli e la barbetta brizzolata forzavano una vaga somiglianza con Sean Connery, la pancetta e la corporatura meno slanciata non aiutavano la similitudine.

Durante la nostra conversazione notai più volte il suo sguardo cadere sul corpicino della mia ragazza. Un po’ mi infastidiva, ma non potevo certo biasimarlo. Lei indossava un ridotto costume a vita bassa che non la faceva passare inosservata. Il signor Marini non era l’unico a guardarla, i camerieri e altri villeggianti l’avevano notata per la sua graziosa figura esaltata dalla sua incontenibile femminilità nel muoversi e gesticolare. Ero abituato anche in città agli sguardi a lei rivolti, le occhiate del signor Marini in qualche modo mi parevano eccessive. Lo declassai da uomo affabile e cordiale a vecchio porco affamato. Eppure a Gloria sembrava simpatico.

Mi esclusi dalla loro conversazione, ebbi conferma che al Marini di me non fregava nulla. Mi persi nei miei pensieri stendendomi sullo sdraio per recuperare la stanchezza del viaggio… tornai in me poco dopo risvegliato dalla sfacciataggine dell’ammiratore di Gloria.

- Tu non prendi il sole in topless e perizoma?

Mi voltai di scatto, solo per accorgermi che la sua sfrontatezza non aveva limiti. Notò la mia reazione, ma assolutamente non se ne curò. Gloria rideva.

- Non so se potrei… sarebbe quasi come essere nuda.

- Con un corpicino come il tuo non c’è nulla di male.

- Dice?

Come erano arrivati ad un tema del genere? E come si permetteva a parlare in quel modo alla mia ragazza alla mia presenza?

- Magari ci penserò su, sarebbe bello non avere il segno del costume… no, no, no… mi sentirei troppo osservata!

- Tu te lo puoi permettere figliola. Non hai nulla di cui vergognarti.

- C’è molta gente alla spiaggia?

Intervenni esterrefatto.

- Non avrai intenzione davvero di prendere il sole mezza nuda?

- Dai Piero! Non fare l’antico.

E con quella frase mi mise a tacere.

- Se non vuoi farti notare troppo vi posso indicare una spiaggia non troppo frequentata dietro alla pineta. Con mia moglie e mio figlio ci andiamo sempre. Oggi il piccolo stava poco bene, ma domani ci torniamo. La sabbia è chiara e il mare limpido, una favola.

Mi sentii sollevato sentendo che il signor Marini aveva la famigliola al seguito, invece Gloria mi sembrò quasi delusa nello scoprirlo. Fu la mia impressione. Mi convinsi di aver interpretato male la sua smorfia.

Mentre Marini raccontava della spiaggia arrivò la moglie col figlio. Una donna all’apparenza ben più giovane di lui. Visibilmente stanca, forse per aver accudito il figlio indisposto, appariva comunque come una bella donna, un tipo mediterraneo, mora e formosa. Il figliolo assomigliava al padre, i capelli erano quelli della madre, una folta capigliatura scura e riccia gli circondava il visino triste per il malessere o forse solo per aver saltato una giornata di spiaggia.

- Questa è mia moglie Ornella e lui è il piccolo Giacomo.

Seguirono le presentazioni di rito. Poi la moglie chiese al marito di seguirla in camera che aveva bisogno di lui per far prendere al bimbo la medicina.

Il signor Marini si congedò esprimendo la sua speranza di vederci in spiaggia l’indomani.

- Gloria non hai dato troppa confidenza a quel tipo?

- Perché dici così?

- Insomma ci stava provando.

- Piero! Non hai visto che è sposato?

- Ti vuole vedere nuda!

- Siamo al mare. Sai quante ragazze si mettono il perizoma o fanno il topless? Il suo era solo un consiglio per non rovinarmi con i segni del costume.

- Un consiglio? A me pareva un invito a fargli vedere le tette e il culo.

Per il resto del pomeriggio mi tenne il muso e non parlammo.

Riaprì bocca solo più tardi tornati in camera.

- E anche se volesse guardarmi il culo non sarebbe la fine del mondo.

Se ne andò a farsi la doccia.

La sua ultima frase mi aveva fatto spazientire parecchio. Non si rendeva conto del porco che fosse quel Marini?

Poi frustrato dal brutto inizio di quella vacanza mi sentii in colpa per aver provocato la discussione.

Infine mi venne voglia di fare la pace.

La raggiunsi dopo qualche minuto nel bagno dove lei si stava ancora lavando. Si voltò verso il muro per darmi le spalle. Da sempre fa così quando è arrabbiata.

- Gloria, scusami… mi sono fatto prendere dalla gelosia.

Per un po’ la guardai zitto… non era possibile non ammirarle il fondoschiena.

Cercai di sdrammatizzare.

- Va bene. Ti può guardare il sedere. Guardare e non toccare.

Mi rivolse uno sguardo, per poi darmi di nuovo le spalle.

- Per farti passare la rabbia devo permettergli pure di toccare?!

Rise. Avevo fatto breccia.

- Vieni a farti la doccia con me.

Mi spogliai e le obbedì.

Appena sotto l’acqua cominciai a toccarla ovunque, il mio pene non tardò ad irrigidirsi.

- Piero! Ora no! Mmmmhh… e poi dobbiamo prepararci per la cena.

Non le diedi retta.

- Solo io posso toccarti.

- Però mi possono guardare?

- Guardare e non toccare.

- Nemmeno una manatina sulle natiche?

Si stava ovviamente prendendo gioco di me.

- No… il tuo culetto è solo mio. Solo io posso toccarlo.

Le stavo massaggiando il fondoschiena con tutte e due le mani a quel punto. Gloria sembrava gradire.

- Mmmhh… e lo vuoi solo toccare?

- Baciarlo.

- E basta?

La domanda mi prese alla sprovvista. Gloria percepì la mia esitazione e ne approfittò per scappare fuori dalla doccia.

- Meglio se la fai fredda la doccia!

- Sei perfida. Non mi puoi lasciare così.

- Tu sei un maschilista geloso. Ti meriti di aspettare!

- Strega! E quanto dovrei attendere?

- La notte porterà consiglio… forse.

Dopo la doccia ci preparammo per la cena. Gloria si fece particolarmente bella.

Rimasi a fissarla mentre si vestiva. Mi è sempre piaciuto osservarla, le sue movenze sono affascinanti, qualsiasi cosa faccia. Forse fu solo una mia impressione, mi pareva che facesse di tutto per mettere in risalto il fondoschiena.

- Cosa intendevi dire prima quando mi hai chiesto se volevo solo toccartelo?

- Toccarmi cosa?

- Stavamo parlando del tuo sedere.

- Ah certo. Vorresti solo toccarmelo o baciarlo?

La domanda sembrava nasconderne un’altra.

- Quali altri possibilità mi sono concesse?

Intanto Gloria finiva di preparare per la serata con totale naturalezza.

- Un mio ex mi voleva sodomizzare. Tu no?

Sembrava un invito, ma volevo esserne sicuro e poi…

- Non mi avevi detto che non avevi mai fatto sesso completo con un ragazzo prima di me?

- Esatto. Per quello il mio ex mi voleva fare da dietro. Davanti era sbarrato l’accesso.

L’idea che un altro l’avesse sodomizzata mi turbava, allo stesso tempo mi eccitava. La possibilità di farlo a mia volta ovviamente mi allettava.

Il suo fondoschiena mi aveva sempre attratto, lo avevo spesso baciato, ovviamente toccato in ogni modo possibile, a volte le avevo infilato la punta del dito durante attenzioni orali, questa pratica le piaceva, ma nei nostri fugaci momenti intimi non avevamo mai avuto il tempo e l’occasione per approfondire un diverso approccio nei confronti del suo posteriore.

- Quindi con il tuo ex hai fatto sesso anale?

Chiesi quasi intimorita della risposta che davo per scontata.

- Affatto.

Rimasi sorpreso, ero ormai convinto del contrario, non avevo capito nulla. Sorrisi compiaciuto di avere l’occasione di poter essere il primo.

- Il mio ex ci ha provato, ma mi faceva troppo male e abbiamo smesso.

Il sorriso mi scomparve dal volto. Allora tecnicamente un ingresso c’era stato. Forse.

- Ti ha penetrata?

Chiesi con un filo di esasperazione e ansia. Gloria mi guardò come se avesse combinato un pasticcio.

- Poco poco.

Continuò a fissarmi in attesa di una mia reazione. Muoveva le sopracciglia e faceva gli occhi dolci come per dirmi: “forza rispondi… ma non essere cattivo… non è colpa mia… ”

Non ero arrabbiato. L’idea che qualcuno avesse bussato a quell’ingresso mentre la porta principale era sbarrata era un pensiero eccitante e io avevo ancora l’occasione di essere il primo a portare a termine un lavoretto lasciato solo a metà.

- Ok. Ho capito.

I pensieri giravano vorticosamente nella mia testa, non riuscii a dire di meglio.

- Ti sei arrabbiato?

- No… ma… non me lo aspettavo.

Gloria finii di prepararsi. Uscimmo per andare in centro e trovare svago.

Durante il breve tragitto in macchina senza alcun preambolo Gloria mi pose una domanda ardita.

- Quindi non ti interessa provare a incularmi?

Cosa mai potevo rispondere? Era forse una domanda a trabocchetto? Dovevo dirle che non mi interessava? Che ero diverso dagli altri ragazzi che guardandole il fondoschiena automaticamente pensavano a quello? O forse mi stava proprio invitando ad un nuovo tentativo dopo quello fallito del suo ex? Non era sicura che la cosa mi interessasse? O non si attentava a chiedermelo esplicitamente?

Si accorse della mia difficoltà. Fu lei a togliermi dall’imbarazzo.

- Se vuoi stasera proviamo.

Perfetto. Lo chiedeva perché le andava o perché pensava che io ci tenessi molto?

Non è bene indagare troppo su certi temi. Guardandola vidi nel suo sguardo una sfumatura di eccitazione.

Mi diedi da solo le risposte che ritenevo più ovvie.

Il paese era molto carino, frequentato anche da gente giovane, bei locali, bello da passeggiare. Prendemmo un gelato e guardammo le vetrine dei negozi. In uno di costumi lei indicò un tanga sorridendo maliziosamente, vedendo la mia faccia sbigottita, mi trascinò via ridendo divertita.

Io non pensavo ad altro al mio ritorno all’albergo, io e lei soli in camera, tutto il tempo che volevamo per fare sesso, in un letto enorme… e una seconda speciale prima volta.

Verso le undici mi tirò per un braccio, mi fece abbassare un po’ per sussurrarmi alcune parole all’orecchio.

- Se vuoi torniamo. Il mio culetto aspetta.

Allungai il passo per arrivare all’automobile il prima possibile con un inizio costante di erezione fra le gambe.

Mi sembrò interminabile il tempo necessario per tornare in camera. Finalmente ci arrivammo.

La baciai fremente e selvaggiamente ci spogliammo a vicenda. Ormai quasi del tutto svestiti io la fermai.

- Sono talmente eccitato…

- E ti dispiace?

Mi rispose maliziosamente Gloria.

Non è che mi dispiacesse, temevo piuttosto che l’emozione mi avrebbe tradito, che la mia prestazione non sarebbe stata all’altezza in termini di qualità e soprattutto in termini di tempo. La troppa eccitazione fa talvolta brutti scherzi.

Ero un po’ imbarazzato e non sapevo come spiegarlo a Gloria.

- Vedi… non vorrei che… insomma… sono così eccitato che…

- Ho capito.

E si mise a ridere divertita.

- Facciamo così tesorino.

Si avvicinò a me e prese ad accarezzarmi lasciva. Mi parlò molto esplicitamente, come fa quando è molto presa.

- Ora ti faccio un bel pompino… di quelli fatti a regola d’arte. Mentre ti riprendi mi ricambi il favore. Poi quando sei pronto e mi hai scaldata per bene… eh?

- Non mi sembra che tu abbia bisogno di essere scaldata.

- Ma forse tu hai bisogno di rilassarti… per essere più tranquillo dopo.

Insomma aveva perfettamente inteso la situazione… e da parte sua mi sembrava parecchio disponibile e desiderosa di farlo. Dissipai i miei dubbi.

Dopo avermi tolto i boxer mi fece sedere sul bordo del letto, nuda in ginocchio ai miei piedi iniziò il suo servizio. Sembrava così accondiscendente, era in realtà lei a condurre il gioco.

Gloria con la bocca ci sa fare davvero.

Ha certo avuto modo di fare pratica, il sesso orale aveva un certo peso nella nostra vita sessuale, sicuramente per via della scarsa disponibilità di luoghi consoni all’amore completo e per via dei tempi a disposizione sempre piuttosto ristretti, ma non è solo questo. Gloria ha sempre avuto una particolare predilezione per il sesso orale: come tutte le donne lo adora su di lei e come alcune ama anche offrirlo. Si sa che quando qualcosa piace lo si fa con passione e i risultati sono migliori.

Quella sera superò se stessa. Era indubbiamente molto eccitata e la dedizione che dimostrò in quel lavoretto non lasciò ombra di dubbio sul suo coinvolgimento.

Dopo averlo accarezzato e guardato golosamente, passo la sua lingua più volte su tutta la lunghezza terminando sul frenulo, dopo diversi passaggi prese a dedicarsi al glande assaggiandolo distrattamente tra un bacio e una leccata, la sua mano intanto delicatamente accarezzava il fusto. Il mio desiderio era alle stelle, ansimavo più per la sofferenza dell’attesa che per il piacere. La dovetti pregare.

- Non ce la faccio più. Prendilo in bocca!

- Va bene.

Rispose controllata sorridendo furbescamente. Si era già accorta da un po’ della mia frustrazione, aspettava solo che la implorassi.

Lo prese tra le labbra e aiutandosi minimamente con la mano iniziò. Ad ogni colpo lo ospitava un po’ di più nella sua bocca, tornava su sino al glande per stuzzicarlo con la lingua e scendeva stringendo con le labbra. Iniziò poi ad aumentare il ritmo abbinando i brevi movimenti della mano posta alla base del mio pene ai lunghi movimenti del capo spingendo le labbra sino alla metà del fusto. Mi irrigidii oramai vicino all’orgasmo, lei pronta bloccò la bocca attorno al glande e con rapidi movimenti del polso mi prosciugò fino all’ultima goccia.

Si leccò le labbra come per cercare ancora il sapore di un goloso dolce ormai finito.

- Cosa hai mangiato? E’ buono.

Sfinito le risposi ansimando.

- Sono contento che ti sia piaciuto… sarà stato il gelato alla frutta.

- L’ho mangiato anche io, prova a sentire se mi ha fatto lo stesso effetto.

E così dicendo si distese a gambe aperte sul letto e io non mi feci pregare.

Non aveva il sapore del gelato, ma io ci presi gusto praticamente subito. Lei era davvero molto eccitata, si muoveva assecondando le mie attenzioni ansimando e gemendo senza vergogna.

Certo era già capitato che Gloria si eccitasse molto e si lasciasse andare completamente, ma quello che mi sorprendeva è che avevamo pianificato di fare sesso contro natura, possibile che l’idea la eccitasse tanto? La domanda era ricorrente. Non avevo tempo per rispondermi.

Col dito intriso dei suoi umori cominciai a massaggiarle il piccolo orifizio, Gloria sembrava gradire decisamente. Spinsi quindi la punta del dito, l’ingresso fu semplice. Già altre volte mi ero spinto fino a quel punto, mai oltre. Senza smettere di baciarle il clitoride presi a muovere il dito infilandolo sempre più profondamente.

I gemiti di Gloria si fecero profondi, in essi percepivo una nota di compiaciuta sorpresa.

- Ohhh… oooohhh… Pieroo! Ohh. .

- Godi Gloria?

Non riuscii a trattenere la domanda banale.

- Sììì… ma non fermarti… lecca lecca!

Tornai ai miei compiti soddisfatto. La mia eccitazione era nuovamente vigorosa, eravamo ormai pronti entrambe.

Pensai che a quel punto era il momento di provare con due dita per prepararla a ricevere poco dopo il mio pene. Non sono particolarmente dotato, ma certo è evidente la differenza di dimensioni tra il dito con cui la stavo penetrando e ciò con cui anelavo a penetrarla.

Il medio e l’anulare entrarono nel suo di dietro con estrema naturalezza, in quel momento Gloria cominciò ad agitarsi furiosamente gemendo impazzita.

Dovevo fermarmi, non potevo farla venire così, il programma della serata era diverso. Alzai la testa per guardarla mentre accettava le mie dita profondamente dentro di lei.

In quel momento un fulmine mi colpì.

- Noooohh… bastaaahhh… ooohhhh… mi fai maleeehh… ooh

Tutto il suo corpo, il suo modo di muoversi, i suoi gemiti sembravano indicare il contrario di quello che invece le sue parole indicavano. Frastornato esitai indeciso sul da farsi.

Le stavo dando tormento e non piacere, feci per interromperle quella che sembrava essere una tortura vergognandomi di aver male interpretato la situazione, proprio in quel momento sentii i muscoli di Gloria contrarsi più volte intorno alle mie dita, lei inarcò la schiena piantando i talloni sul bordo del letto. Lasciai le mie dita dov’erano mentre assistevo a quello che indubbiamente era il suo orgasmo. Ero sconvolto, rapito e sconcertato.

Fu lei a risvegliarmi allontanandomi con un piede mettendo così fine anche alla penetrazione delle mie dita. Ansimante rimase accasciata, scivolava lentamente sul bordo del letto, finì col sedere per terra di fronte a me, mi abbracciò e poi mi parlò sussurrando come se non avesse più forze.

- Stronzo! Ti avevo detto di smettere.

- Però… però… sei venuta.

Ero ancora piuttosto perplesso e non avevo afferrato bene la situazione.

- Credo di sì… però mi hai fatto tanto male.

La circondai con le mie braccia.

- Scusami amore mio.

Mi strinse forte.

- Piero… credo che il sesso anale non faccia per noi.

Eppure mi pareva che il suo orgasmo fosse stato violentemente piacevole. In fondo mi aveva lei incoraggiato a fare sesso anale. Di nuovo non capivo, ma cosa dovevo fare? Lei sembrava distrutta, si stringeva a me come una bambina impaurita. Non potevo sottoporla ad un terzo grado per scoprire la verità, sarebbe stata una inutile tortura.

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