Nel circolo privato che frequento sono in molti a chiedermi come sono riuscito in quello che tutti loro giudicano un sogno irrealizzabile: fare l’amore con la propria figlia.
Ebbene, è una esperienza unica e bellissima, che richiede un grande impegno e va pianificata negli anni.
Con Lavinia, la mia primogenita, iniziai fin da quando lei era molto giovane, e si iniziava ad intravedere in lei la bella ragazza che sarebbe diventata; e tuttavia dovetti aspettare il giorno in cui sarebbe diventata maggiorenne per raccogliere i frutti di questo corteggiamento serrato, per ovvi motivi legali.
Lavinia e io vivevamo soli: sua madre era morta quando lei era ancora piccola e così fui io ad educarla. La iscrissi in una scuola femminile religiosa, dove crebbe secondo la morale cattolica, e inculcai in lei una sorta di terrore nei ragazzi, raccontandole di come fossero tutti dei vandali che cercavano unicamente di stuprare le ragazze; e le parlai anche di come le ragazze che si concedevano ai maschi senza il consenso della famiglia fossero delle poco di buono, destinate a finire sulla strada.
In questo modo, Lavinia crebbe senza rapporti con il mondo esterno: l’unica persona con cui parlava ero io. Si poteva già dire che io fossi l’uomo della sua vita.
Ciònondimeno, Lavinia soffriva la mancanza di amiche, e diventava ogni giorno più depressa. Il giorno del suo diciottesimo compleanno le feci una serie di regali che le fecero ritornare il sorriso che la rendeva così bella e desiderabile.
Il primo regalo era un gattino, un animale che lei aveva sempre desiderato e che io non le avevo mai permesso di tenere; appena lo vide il suo viso si illuminò e fece un grandissimo sorriso, apparendo innocente e al tempo stesso desiderabile davanti a me.
Mi diede un bacio sulla guancia e mi ringraziò, ma io sorrisi e le dissi di aspettare, c’era dell’altro.
Il secondo pacco era un pò più grande, e quando lo aprì vi trovò un abito da sposa; lo guardò con meraviglia e stupore, e io le dissi di andare ad indossarlo. Lei annuì e andò in camera sua, e dopo qualcosa come dieci minuti lei mi chiamò; entrai nella stanza, lei era seduta dandomi le spalle, quasi completamente vestita: doveva soltanto stringere i lacci del corpetto e aveva bisogno di una mano. Glieli strini io e lei finalmente si alzò, mostrandosi con l’abito da sposa che fu di sua madre.
Lo strascico era lunghissimo, la gonna corta, le arrivava a metà coscia e il corpetto, stretto al massimo, faticava a contenere il suo seno prorompente, cui la seta bianca disegnava un profilo perfetto. Il velo che si era messa in testa le copriva i bellissimi capelli biondi, così glieli sistemai io stesso in modo che sporgessero e si vedessero.
Avevo con me la mia videocamera, e le scattai un paio di foto, senza che lei se ne lamentasse, anzi si mise in posa, sia pur con imbarazzo.
Le chiesi di sollevare la gonna, e lei lo fece, rivelando all’occhio dell’obbiettivo una giarrettiera che nulla copriva, e una fica fresca e vergine e inestimabile.
Poggiai la videocamera sul mobiletto e andai verso di lei, le presi una mano e gli misi l’altra sul prominente sedere, le dissi “t’amo” e la baciai. Lei non si oppose, anzi non fece proprio nulla, e così era come baciare una bambola gonfiabile di carne.
Ma poco importava, perchè ero già caldo e pronto all’azione.
La spinsi sul letto e mi sistemai tra le sue gambe semi aperte, le alzai le sottane e le regalai il terzo pacco, quello più grande grosso e lungo: il mio.
Sotto i primi, potenti colpi, Lavinia gemette e mi implorò di fermarmi, ma io non la stetti ad ascoltare; piano piano accelerai il ritmo, e lei si fece meno stolta e più intraprendente. Cominciò a roteare il bacino, e ad ansimare; io le slacciai il corpetto e finalmente potei godere della vista del seno più splendido che avessi mai visto, rotondo e giovane alla vista, sodo al tatto ed eccitante all’olfatto. Aumentai il ritmo, mentre palpavo quelle splendide angurie, e stavolta Lavinia provava dolore, ma forse per una cresciuta alla sua maniera quello era il dolore più sublime che avesse mai provato. Venimmo contemporaneamente, e lei arcuò la schiena e lanciò un gridolino di piacere liberatorio.
Dopo, giacemmo per un po abbracciati, come marito e moglie durante la luna di miele, e quando lei sembrò assopirsi andai a controllare che la videocamera avesse registrato tutto… una lezione per gli amici del circolo privato.
La storia d’amore tra me e Lavinia proseguì ancora parecchio, più o meno finchè lei rimase incinta. Ora che nostra figlia è nata, penso che mi prenderò una pausa dal sesso incestuoso… forse finchè lei non avrà 18 anni…
Sono una mamma giovane con un figlio di 14anni,circa un mese fa a trovato mio figlio che si faceva una sega davanti al pc, fin qua niente di strano apparte l’eta la cosa strana ke si masturbava guardando alcune mie foto del mare mentro ero in perizoma e topless a tutto schermo,quando entrai nella sua cameretta lo trovai con il pene fuori e scappellato.Lui non sapeva piu ke fare se coprirsi o spegnere il pc a quel punto mi avvicino a lui e chiedendogli se le foto gli piacesseròlui non disse nulla e nel fratempo si copriva il penee a quel punto decisi di spogliarmi edi continure a masturbarsi guardando me mettendomi in varie pose in modo che vedesse una donna dal vivo.Lui comincio a menarselo fino a quando non a fatto un bella sborata e avere visto il mio bambino godere ma fatto ecitare tutta ma con questo non sono andato a letto con lui….