Così seppi che mio padre insieme al suo socio Francoise dovevano andare a Bruxelles per un importante contratto per la fornitura di macchine agricole. Notai che erano su di giri e parlavano tra loro di possibili avventure galanti durante la permanenza in Belgio…
Ridevano e pregustavano belle serate in compagnia di allegre donnine. Francoise avrebbe riso sicuramente meno se fosse stato a conoscenza che in sua assenza c’era chi si montava con dovizia la bella moglie. Certo, il montatore era davvero un insospettabile essendo il figlio, ma questo naturalmente non alleviava il peso… delle belle corna…
Io fantasticavo immaginando il mio coetano Marcel tra le sode e belle cosce della mamma, la Signora Jasmine, di cui avevo avuto il piacere di vedere, sia pure di nascosto il corpo nudo con quelle tette incredibili, ma soprattutto l’avevo ammirata per come stringeva le gambe sulla schiena del figlio mentre questi la montava con potenza…
Mi era piaciuta anche quando era salita sul suo palo e li era rimasta per mezz’ora buona soffocando i gemiti con le mani di Marcel che però si staccavano malvolentieri da quel paio di tette portentose…
Ero sicuro che Marcel le avrebbe sborrato alla fine sul petto, non so perché ma ne ero sicuro…
Immaginavo di poter vivere la stessa cosa con mia madre, ma certo io ero in alto mare, visto che mai c’era stato segno alcuno di possibile contatto tra noi due…
Essendo figlio unico, non appena mio padre si levò dalle palle, cominciai a raccontare nei dettagli la mia vacanza tunisina e quando mamma mi disse che Francoise e la moglie e i ragazzi erano una bella famiglia (anche loro erano stati a Milano a casa nostra) piano piano affrontai l’argomento…
Mamma rimase di stucco. Non voleva credermi, ma quando le descrissi i capezzoli, capii che non potevo avermi inventato la storia perché la donna tunisina mai e poi mai si farebbe vedere nuda o seminuda per la casa e quindi io per forza dovevo averla vista mentre faceva l’amore con il figlio Marcel. Mia madre infatti mi disse che conosceva il petto di Jasmine per averlo visto in una boutique di Milano mentre provava un vestito e di ricordare pure lei i mega capezzoli scurissimi…
Imprecava tra se e poi mi guardava fisso negli occhi come a provare vergogna per quel fatto. E poi voleva dirlo a mio padre. Perché? Dissi io… ”guarda che anche i due soci vanno a farsi i cazzi loro in Belgio… li ho sentiti organizzarsi la serata”…..
Mia madre mi dette uno schiaffo e allora io arrabbiatissimo le strappai la camicetta e le misi le mani sul petto e le dissi… ”ma smettila, non vedi che fai pena?” la vita è una sola, ognuno se la gode come crede…..
Piangendo andò in camera sua. Io rimasi male e le andai a chiedere scusa e lei mi parlò della famiglia, del suo amore a senso unico per papà e poi di colpo ricordò che con le mani sul suo petto pure io volevo fare come Marcel e Jasmine… ”ah no. questo no. scordatelo! Sono tua madre. ”..
Aveva ragione, ma eravamo soli in casa, dovevamo stare soli per quindici giorni… l’amo era stato gettato…