Quando ancora andavo alle superiori frequentavo una compagnia di ragazze, alcune delle quali mi sono rimaste amiche ancora oggi, a distanza di tanti anni.
Una di quelle che non ho più visto, ma che molto spesso mi ritorna in mente, è Syria.
Era una ragazza tanto bella quanto arrogante: nonostante avesse solo diciotto anni aveva già un fisico da fare impazzire qualsiasi uomo, portava la quinta di reggiseno e aveva fianchi larghi e sedere rotondo e morbido. Si può dire che se non fossi già stata innamorata della mia fidanzata, avrei potuto perdere la testa per lei.
Con noi del gruppo Syria era sempre simpatica e disponibile; al contrario, diventava insopportabile e arrogante con chiunque non fosse al suo livello… vale a dire tutta la scuola!
Prendeva continuamente in giro le ragazze bruttine o piatte, inducendole a ritirarsi da scuola o alla depressione; e se qualche ragazzo sfigato provava a rivolgerle la parola, lei gli faceva notare quanto fosse brufoloso. In più nei giorni di interrogazione si presentava sempre a scuola in minigonna, giusto per far capire ai professori chi comandasse.
Tutto cambiò quando iniziò a molestare Bob, il bidello del nostro piano.
Bob era un uomo grosso e grasso di circa cinquant’anni; per tutto il tempo non faceva che starsene seduto nel corridoio, con lo sguardo nel vuoto e un sorriso da babbeo stampato sulla faccia. Per dirla breve, era un bonaccione timido in perenne stato di chock.
Syria lo aveva preso di mira, e così cominciò a tentare di sedurlo; così all’ingresso a scuola, durante l’intervallo, tra una lezione e l’altra e all’uscita, Syria trovava sempre qualche minuto per andare a trovarlo e parlargli con voce calda e sensuale; da principio non facevano altro che parlare, di calcio o di televisione, poi Syria cominciò a soffiargli bacini, a fargli l’occhiolino, fino ad arrivare a sederglisi sulle ginocchia.
Gli eccessi di Syria causavano le risate (e le invidie) dei ragazzi che vi assistevano; tutti sapevano che lei non faceva altro che prenderlo in giro… tutti tranne il diretto interessato.
Un giorno Syria decise di oltrepassare il limite; invitò noi del suo gruppo e seguirla fin dal suo “amato”, e in nostra presenza si dichiarò.
Disse a Bob di volerlo incontrare quel pomeriggio alle sei, quando la scuola sarebbe stata deserta, quindi si congedò stampandogli un bacio sull’angolo della bocca. Noi tutte non potemmo trattenere un moto di disgusto a quella vista.
Tornando a casa non potei fare a meno di pensare fin dove si sarebbe spinta Syria… tutti nella scuola si divertivano a prendere per il suo orribile sedere Bob, ma nessuna di noi, nemmeno la più zoccola e meretrice avrebbe mai accettato di baciarlo… e Syria l’aveva fatto gratis!
Certo, non riuscivo a credere che sarebbe arrivata persino a farci l’amore… eppure mi sembrava che da qualche tempo la nostra amica fosse diventata ossessionata da quel tale.
Mi tormentai tutto il pomeriggio su questo dubbio assurdo, e così alle sei, ora dell’appuntamento tra i due piccioncini, mi trovavo fuori dalla scuola. Il mio cuore ebbe un’improvvisa accelerazione quando vidi la macchina di Bob, una vecchia uno scassata, parcheggiata al solito posto.
Mi sentivo parecchio agitata al pensiero che quel vecchio porco potesse sorprendermi, da sola, all’interno del suo territorio… probabilmente avrebbe fatto di me la sua Syria, sebbene non avessi certo le tette per interpretarne la parte.
In ogni caso scesi al piano sotterraneo, quello dove era situata la nostra classe e dove Bob era il bidello di competenza.
Non trovai nessuno, e tirai un sospiro di sollievo, ma poi ricordai che il luogo del rendez-vous era l’aula magna, al secondo piano.
Salii quindi le scale, cercando di non fare rumore, e mi avvicinai lentamente al portone dell’aula magna.
Nel silenzio della scuola deserta si udiva solamente l’ululato del vento all’esterno… e un gemito soffuso.
La porta era socchiusa così potei guardare all’interno: al centro della stanza, due grosse catene pendevano dal soffitto, andando a chiudersi attorno ai polsi di Syria.
La mia amica era in ginocchio, costretta a tenere le braccia alzate a causa delle catene e con la testa abbassata e i lunghi capelli che le ricadevano fino al bacino.
Davanti a lei apparve Bob, coprendomi parzialmene la visuale; quando se ne andò Syria aveva rialzato la testa, e vedevo la sua smorfia di dolore e di terrore. I capelli erano ora scostati e così vidi che Bob aveva provveduto a rimuovere tshirt e reggiseno. Il seno di Syria era nudo e sodo, come non lo sarebbe mai stato il mio o quello della mia ragazza.
Bob riapparve alla mia vista, e stavolta purtroppo si era denudato; si mise davanti a Syria mostrando a me il suo sedere peloso e cadente… Syria invece lanciò un grido, così pensai che l’avesse penetrata, invece Bob le girò semplicemente attorno senza toccarla.
Mi pareva strano che Syria si spaventasse per aver visto un pene, così pensai che quello di Bob fosse particolarmente grande… o particolarmente brutto.
Syria continuava a urlare, con gli occhi chiusi, agitandosi e scrollando le catene. Bob sparì e quando riapparve capii il motivo delle grida di Syria.
Da in mezzo le gambe del bidello scemo spuntavano due peni, come due gemelli, eretti e di eguale grandezza; uno era leggermente più in alto dell’altro, ma entrambi sembravano famelici e cattivi.
Syria continuò ad urlare, anche mentre Bob le si posizionava dietro, sfilandole le mutandine… quando i due peni si infilarono l’uno nel sedere e l’altro nella fica di Syria, scappai via con il cuore in gola, lasciandomi dietro le urla di disperazione di Syria.
Dopo quel giorno non vedemmo più Syria. Un professore ci comunicò che aveva deciso di ritarsi da scuola, e una ragazza che abitava vicino a lei sosteneva che fosse andata in un convento.
Dopo quanto successo (e quanto avevo visto), sia io che la mia fidanzata ci ritirammo da scuola; dopo l’esperienza con Syria, Bob si era fatto molto più intraprendente con le ragazze, e temevamo che una di noi avrebbe potuto essere la sua nuova bambola. Io temevo soprattutto per la mia ragazza.
Vidi Bob solo un’altra volta: stava entrando nel suo appartamento con una borsa in mano. Sono quasi sicura che dalla borsa fuoriusciva una catena.