January 13th, 2008

Un altro viaggio di lavoro, macino chilometri su chilometri, pioggia,

sole,

caldo, freddo, come al solito, purtroppo, l?importante e? esaudire le

esigenze

dei clienti che sono quelli che ti danno da mangiare.

E? uno sporco lavoro, ma qualcuno lo deve pure fare!

Una gita fuori porta, almeno tale la considero se la distanza è entro i

trecento

chilometri dalla sede, solo che questa volta mi hanno trattenuto e

tartassato

fino ben oltre l?orario normale di lavoro.

Finalmente ero riuscito a risalire in macchina ed a riavviarmi verso

casa,

ma, dopo circa mezz?ora di viaggio, mi resi conto che dovevo fare

rifornimento

e che era anche il caso di mangiare qualcosa per fare stare tranquillo

il

mio stomaco che aveva già iniziato a tirare qualche calcio.

Mancavano diciassette chilometri al prossimo Autogrill dove, appunto, mi

fermai, feci il pieno alla macchina, andai a parcheggiare ed entrai

all?Autogrill.

Le casse erano un putiferio, mamme, papà, bambini che volevano questo e

quello,

camionisti esausti e sudati, un vociare in tutte le lingue, francese,

tedesco,

slavo o qualcosa del genere, dialetti di tutte le parti, al che decisi

di

salire al ristorante self service, ma, quando fui di sopra, mi resi

conto

che la situazione non era molto migliore, per cui feci buon viso a

cattivo

gioco.

Ah! Dimenticavo, verso la fine di Luglio, un caldo ed una umidità che

avrebbero

ucciso anche l?africano più originale, e senza contare i Bastarrrdi che

andavano

gaudenti in ferie.

Stendiamo un velo pietoso, ormai ero li e mi misi buono buono in fila

con

il vassoio.

Mentre ero in fila, pazientemente rassegnato alla coda, mi guardavo in

giro

rendendomi conto che ai tavolini sarebbe stata una dura lotta per

trovare

un posto dove sedersi subito dopo pagato e senza rischiare di mangiare

tutto

freddo.

Quello che si dice ?Questo si che è il classico colpo di c?lasse!?, dopo

aver pagato e mentre cercavo un angolino dove sedermi, proprio davanti a

me due persone si alzarono da un tavolino verso il quale mi catapultai

come

un paracadutista sul suo obiettivo e mangiare il cibo ancora caldo.

Nel giro di poco tempo avevo assalito, assediato e quasi sconfitto il

mio

piatto di pastasciutta al ragù, quando una voce femminile chiese ?Scusi,

il posto è libero??.

Al momento non badai tanto alla persona che si era posta di fronte,

risposi

semplicemente e cordialmente ?Si si, si accomodi pure. ? Anche perché mi

ero

anche concentrato sul telegiornale che sciorinavano i consueti aumenti

dei

carburanti, attentati, kamikaze, etc.

Solo quando la donna si sedette ebbi modo di guardarla, meglio dire

squadrarla,

e valutarne la bellezza.

Così a vederla poteva avere dai trentacinque ai quarant?anni, non di

più.

Molto bella, capelli castano lisci, pelle semi abbronzata, mani ben

curate,

occhi marroni, vivi, occhiali da vista, minuta, un viso accattivante e

dolce

allo stesso tempo

Ormai era seduta, per cui non potevo, al momento descrivere cosa

indossava,

quello che potevo vedere era in quel tessuto elasticizzato, tipo lycra o

qualcosa del genere, che le fasciava il busto.

? e che busto!

Quasi sicuramente non indossava il reggiseno, il tessuto le disegnava

perfettamente

i contorni dei seni, così ad occhio una seconda, una via di mezzo tra la

?coppa di champagne? ed a pera.

Aveva quel po? di ?pera?, perché i capezzoli, meravigliosamente evidenti

sotto il tessuto, tendevano verso l?alto tipico dei seni a ?pera?

appunto

e a me piacciono veramente tanto.

Quando ritornai, ci volle un po? però, sul suo viso, mi stava osservando

e che si era accorta che stavo spudoratamente guardandole le tette.

?Ho passato l?esame? Sono promossa??

Era come se mi avesse schiaffeggiato, ma, ormai, dovevo reggerle il

gioco.

?Si, e con lode!?

?Meno male, quando e dove posso ritirare il pezzetto di carta??

Risi, me la ero meritata.

?Lo sai che non è educato guardare le tette delle donne il quel modo??

?E come le ho guardate scusa?!?

?Sembrava quasi che non ne avessi mai viste prima d?ora!?

?Bhè, non capita tutti i giorni che una bella donna mi si sieda di

fronte

ed abbia due tette così!?

?E che tette sono le mie, secondo te, di grazia??

?Preferisci una risposta politicamente corretta, o ciò che penso

veramente??

?Le risposte politicamente corrette sono quelle che contengono tante

parole,

ma che, comunque, lasciano la domanda senza una risposta! Siccome non

sono

in ufficio a lavorare e non ho a che fare con le falsità di colleghe e

colleghi

che ti si reputano amici, almeno una volta mi farebbe piacere che la

risposta

sia chiara e, soprattutto, estremamente sincera!?

?Hai delle tette molto belle, anche se non le posso ammirare alla luce,

ma

sono convinto che, quello che immagino, non differisca di tanto dalla

realtà!?

?Grazie! Se ti dico che è la prima volta che, finalmente, riesco a

ricevere

un complimento così esplicito, mi credi??

?Ma dai!?

?Ti giuro, voi maschietti siete bravissimi a voltarvi per guardarci il

sedere,

per fischiarci come fate di solito, per lanciarci complimenti

inequivocabilmente

volgari dall?altra parte della strada, ma quando siete vis a vis,

diventate

come dei cuccioli tremolanti balbettando scuse stiracchiate! Non è

vero??

Era come giocare a battaglia navale, non sbagliava un colpo o ci andava

vicino.

?Ed io? A quale categoria mi hai classificato??

?Tu sei uno di quelli che sanno usare le parole giuste al momento

giusto,

sai essere politico, diretto, anche se mi sembri molto più sullo

spregiudicato!?

?Mi hai descritto come un mafioso quasi, adesso mi arrestano!?

Ridemmo entrambi.

?Intendo dire semplicemente che, se puoi, dici chiaramente ciò che

pensi,

e questo, per me, è bellissimo ed importante; mi piace, con le persone

giuste

e sono molto poche, potersi dire le cose per quelle che sono, senza giri

di parole inutili. ?

?E? vero, sarebbe veramente sempre bello, ma molte persone ne

abuserebbero

e supererebbero ogni limite e trascenderebbero. ?

?Altrettanto vero, ma tu no, e poi il limite tra due persone, come te e

me

per esempio, sarebbe quello che decideremmo di non superare. ?

?Condivido!?

?Hai finito di mangiare??

?Io si, e tu??

?Anche. Bevi un caffè??

?Oh si, dopo mangiato ci vuole!?

Ci alzammo, raccogliemmo i vassoi e li infilammo sui carrelli.

Solo ora la potei vedere in tutta la sua interezza, indossava un vestito

intero che le aderiva perfettamente al corpo disegnandone perfettamente

le

curve come una seconda pelle.

Sicuramente, come avevo immaginato, non indossava il reggi seno, la

schiena

era abbastanza scoperta, e quasi sicuramente non indossava nemmeno gli

slip,

o tanga, o perizoma, perché non vedeva alcun segno sopra le anche,

ondeggianti

mentre camminava.

Ai piedi calzava dei sandali a tacco medio allacciati alla caviglia, che

la slanciavano maggiormente, e, anche se non accentuava il movimento

delle

anche mentre, camminava, potevo tranquillamente affermare che ha un gran

bel

culo, un gran bel culo a mandolino da urlo e che mi fa impazzire.

Ci dirigemmo verso il banco del bar dove gustammo il caffè.

?Schiettezza per schiettezza, devo dirti che hai un gran bel sedere, mi

piace!?

?Credo che non hai usato la parola ?sedere? nei tuoi pensieri! Vero??

?Colpito! Ho usato ?culo?!?

?Dai usciamo, che ho voglia di fumarmi una sigaretta!?

?Dopo mangiato ed il caffè, è quello che vuole, sono d?accordo. ?

A tutti gli effetti non ero il solo a guardarla, notai diversi sguardi

che

si voltavano e che se la mangiavano con gli occhi e che la spogliavano

con

pensieri lascivi.

Fuori dall?autogrill c?era un via vai di persone impressionante, gente

che

entrava, che usciva, gruppetti che parlottavano, insomma un casino

incredibile.

?Che ne dici se andiamo in macchina a fumare?? chiese lei.

?Nella mia non cambierebbe tanto la situazione, è parcheggiata la in

mezzo!?

e le indicai il potente mezzo di ero dotato, una macchina furgonata, in

mezzo

a tutte le altre nel parcheggio.

?Andiamo nella mia, è parcheggiata la in fondo perché non trovavo

posto. ?

In silenzio raggiungemmo la sua macchina, salimmo e, aperti i

finestrini,

gustammo la sigaretta.

?Sei molto sensuale!? le dissi.

?E ??? rispose.

?E ? cosa!?

?Cos?altro hai pensato?? chiese.

Ormai c?ero dentro.

?Sotto sei completamente nuda??

?Si! Quando posso, mi piace non indossare biancheria e o vestiti

inutili,

specialmente in primavera ed estate. ?

?Oltre che sensuale, sei anche sexy!?

?Chissà cosa avresti pensato se non te lo avessi confermato!?

Lei si appoggia alla portiera e solleva la gamba destra sul sedile,

quasi

a voler rispondere al mio pensiero.

Nella penombra della sera e della luce lontana dei lampioni, potei

guardarle

le cosce fino all?inguine.

Non potei più celare la mia eccitazione.

?Tu indossi gli slip sotto la tuta, vero??

?Si! E mi hai fatto venire voglia di fare l?amore con te!?

?Lo vedo!?

?Non so chi sei e cosa fai, ma mi piaci e ?? non potei finire la frase.

?Non so nemmeno io chi sei e cosa fai, ma anche tu mi piaci e mi hai

fatto

venire voglia di ?? stavolta la interruppi io.

?? di scoparci, una bella scopata, del puro sesso per prenderci tutto il

piacere che vogliamo e possiamo!?

Avvicinai il viso al suo e la bacio sulla bocca, un bacio carico di

desiderio,

di sesso, con le lingue che si cercano l?una nella bocca dell?altra.

Lei infila una mano sotto i calzoncini della tuta e mi stringe il cazzo

nella

mano.

?Ne ho voglia anch?io!? mi dice sulla bocca.

Mi abbassa a metà gambe la tuta scoprendo totalmente il mio cazzo gonfio

e duro, le si solleva il vestito sul ventre e si mette sopra di me.

Io tenendo il cazzo fra le dita puntandoglielo verso la figa

completamente

glabra, la faccio impalare per poi tirarla verso di me per farle sentire

completamente la mia cappella premerle contro l?utero.

?Me lo sento quasi fino in gola, è una sensazione incredibile, mi piace

da

morire!?

Nonostante lo spazio scomodo e ristretto, lei inizia a muovere il bacino

con movimenti ondulatori e circolari, imperniata, com?era, sulla mia

verga

dura e calda dentro di lei.

Lenta, dalla figa, la sbroda colava fuori rendendo il mio cazzo lucido

come

se fosse stato spalmato con della crema.

?Ehi, se mi monti così mi fai sborrare subito!? le dissi.

?Ti voglio godere e scopare come se tu fossi la mia puttana, voglio

sentire

e godere del momento il tuo cazzo esplode e scarica tutta la sua sborra

nella

mia figa!?

Accentua ancora più intensamente i movimenti, e la sborra schizzò

copiosa

dentro di lei, un primo schizzo, poi un secondo e poi ancora un terzo.

?Si, bellissimo cazzo, mi piace da morire sentire come si indurisce e si

contrae per il tuo succo caldo e che mi inonda tuta!?

?Non sono stato mai scopato così!?

?Ed io non mi sono mai fatta un uomo così e, tanto meno, fatta

rimorchiare.

Il fatto che tu, quando mi guardata le tette in quel modo, mi hai

risvegliata,

non so come dire, da un lungo ed interminabile letargo, mai ho provato

la

voglia di fare una scopata da una botta e via!?

Ormai era buio ed in giro, dov?era parcheggiata la macchina, non passava

la gente solo le macchine entravano per fare rifornimento e per

l?autogrill,

per cui non potevano accorgersi di quanto stava accadendo in quella

macchina

posteggiata.

Abbassandole le spalline del vestito le libero le tette, due tette

proprio

come le avevo immaginate, prendo in bocca un capezzolo e glielo succhio.

Dalla figa, sbroda e sborra colavano insieme, sentivo le gocce lente sul

pube e le cosce.

?Sei una gran bella figa e questa scopata così non può essere lasciata

come

l?opera incompiuta. Ti va di fermarci in albergo e passare una notte di

sesso,

solo sesso e spremerci completamente??

?Se lo faccio, ti prometto che ti spremo i testicoli fino all?ultima

goccia

di sborra e che poi ti ci vorrà una settimana prima che ti possa

ritornare

duro!?

?Se lo facciamo, ti prometto che la tua figa non sarà l?unica con la

bandierina

bianca, ma ho intenzione anche di sverginare il tuo sedere!?

?E me lo dici così??

?Non ho mai inculato una donna, nemmeno un uomo, ma tu mi ispiri per

sperimentare

quest?altra modalità di prendere una donna! E poi non avevi detto che

volevi

dicessi completamente quello che penso e come lo penso??

?Si, e devo ammettere che mi lusinga sapere di poter ispirare questi

pensieri!?

?Vado a prendere la macchina; ci vediamo alla prossima uscita e

cerchiamo

un motel. Ehi, se non vuoi basta dirlo!?

?No, lo voglio, l?unica cosa e che il mio culetto vergine potrebbe

protestare. ?

?Se ti fa male, rimarrà vergine!?

Scendo dalla macchina e mi dirigo verso il parcheggio, mi vogliono quasi

15 minuti ora che mi districo dal casino, e quando esco ed arrivo

dall?altra

parte non vedo la sua di macchina.

?Se ne è andata; troppo bello per essere vero!?

Qualche secondo dopo degli abbaglianti lampeggiano allo specchietto

retrovisore,

era lei che si ferma di fianco.

?Pensavo fossi andato via. ?

?Anch?io di te, c?era un casino per uscire, ho dovuto fare un po? di

manovre

turche per districarmi. ?

?Ti seguo. ?

Riprendo l?autostrada, usciamo all?uscita successiva e ci dirigiamo

verso

la città finché non troviamo un hotel, sembra bello dal di fuori, e mi

fermo

vicino all?ingresso.

?Che ne dici??

?Per me va bene!?

Parcheggiamo ed entriamo.

Risolte le formalità ci danno la chiave della camera, ed entriamo in

ascensore.

Come si chiudono le porte, l?abbraccio forte, la bacio sulla bocca e le

frugo

il corpo da sopra e sotto il vestito.

Come le palpo l?interno delle cosce, scopro che sono bagnate ed

appiccicose

della scopata di prima.

Stacca la bocca dalla mia, mi guarda negli occhi sorridente ed

ammiccante

e mi dice ?Sarai la mia puttana, e se non mi farai divertire non ti

pago!?.

?Guarda che lo stesso vale per te!?.

Intanto mi palpa il cazzo che era ritornato duro.

Entriamo nella stanza, ci strappiamo quasi i vestiti di dosso rimanendo

completamente

nudi.

La sollevo, la appoggio al muro e le infilo il cazzo nella figa ancora

lubrificata

dai nostri succhi mentre le lecco le tette e le succhio i capezzoli.

Ansima e mugola come una gatta in calore e sento la figa che li si

spalanca

ogni volta che il mio cazzo la riempie completamente affondando dentro

il

suo ventre.

?Hai un cazzo favoloso, e mi chiava meravigliosamente!?

La sollevo, le sfilo il cazzo e la faccio appoggiare sulla tavolo, quasi

alla pecorina, le faccio divaricare le gambe ed affondo il cazzo dentro

di

lei.

E? talmente bagnata fradicia che entro senza fatica, ed inizio a

trombarla

quasi selvaggiamente.

Dallo specchio di fronte a lei le guardo le tette che sobbalzano ad ogni

mio affondo.

I suoi occhi mi guardano dallo specchio, sta godendo, la mia puttana sta

godendo del mio cazzo che le stantuffa la figa completamente depilata.

Non capisco se ha già avuto l?orgasmo, o più di uno, ma sta di fatto che

ha la figa completamente aperta e dalla sbroda che cola si sente quel

rumore

strano, come quello del mare che s?infila tra gli scogli.

Esco, mi inginocchio dietro di lei e le spalanco la figa con le dita e

bevo

assetato tutto il succo che cola, le prendo la clitoride fra le labbra e

glielo spompino e mi viene in bocca.

Mi ci vuole ancora un po prima di sborrare ancora.

?Adesso ti svergino il sedere i t?inculo!?

?Fai piano!?

E? l?unica cosa che, con voce tremante dalla lussuria e dalla paura,

riesce

a dire.

Con una mano le prendo una natica e gliela divarico, con l?altra mi

prendo

il cazzo e glielo punto sul buchino vergine bagnato fradicio.

Lei ha un sussulto ma non si oppone, incomincio a spingere, la cappella

incomincia

a premere, sento i suoi muscoli cedere lentamente come volessero ancora

resistere,

spingo ancora, si apre e la mia cappella scompare dentro di lei.

Mi fermo un momento per farla abituare a questa intrusione.

Si rilassa, spingo ancora un po? ed il cazzo incomincia a scivolare

dentro.

Un tremore, un sussulto ed i muscoli cedono e si arrendono

completamente,

ed il mio cazzo conquista quel bocciolo di culetto, quel culo

meraviglioso

da cazzo.

?Ti sto inculando!? le dico.

?Lo sento, avanti prenditi completamente la mia verginità e fammi

sentire

quanto puoi godere del mio corpo. ?

Incomincio a muovermi avanti ed indietro lentamente, una, due, tre

volte,

ed ogni volta spingo sempre più profondamente per farle capire quanto la

stia apprezzando.

Il suo viso è stravolto dalla lussuria.

?Godi puttana, fammi sentire che ti piace come ti fotto!?

?Dai, dammelo tutto quel cazzo, fottimi così, senza fermarti, ooohhh si

?,

dai cazzo spalancami e godimi ? ti prego non fermarti ??

Esco dal culo, resto affascinato di come rimanga aperto nonostante sia

uscito,

e le pianto il cazzo di nuovo nella figa pompandola quasi furiosamente,

per

poi uscire di nuovo e riprendere ad incularla.

?Adesso sono pronto per riempire il tuo culo di sborra. ?

?Non aspetto altro, dai puttana, la voglio sentire che si spande dentro

di

me, come prima mi hai annaffiato stupendamente la Bernarda!?

Le stantuffo intensamente il culo, finché non glielo spingo tutto fino

in

fondo e la riempio di nuovo di sborra.

?Si ? dai ? ancora ? calda ? bellissimo ??

Nell?apoteosi dell?orgasmo, le stringo le tette con le mani, le

strapazzo

i capezzoli tra l?indice ed il pollice, sono talmente eccitati che

sembrano

due piccoli cazzi duri.

Solo quando il cazzo mi si è angosciato completamente lo sfilo fuori e

lei

si abbandona sul letto ed io al suo fianco.

Con le dita le strapazzo la figa!

Anche lei mi prende il cazzetto sgonfio e me lo manipola piacevolmente.

?E? impressionante come possa gonfiarsi ed indurirsi per poi ritornare

così

come un cucciolo impaurito. Adesso rilassati un pochino che poi te lo

spompino

come si deve perché voglio essere io a fotterti come voglio io!?

Iniziammo a giocare reciprocamente con i nostri corpi.

Ci baciammo e leccammo ogni parte di noi, profumavamo di sesso, ci

mordicchiammo,

ci facemmo dei dispetti, ma ogni cosa era una scusa per scoprire cosa

poteva

eccitare l?uno o l?altra.

Finché non mi prese in bocca il cazzetto ancora sgonfio, me lo scoprì e

? e non ci volle molto che me lo fece diventare duro, e guardai il mio

cazzo

mentre le si gonfiava in bocca così tanto da non poterlo più contenere

tutto.

Ma quando fu duro al punto giusto ?Ecco, è duro come lo voglio io!?, ci

si

impalò sulla figa ed iniziare di nuovo quella danza come prima in

macchina.

Ad un tratto il cazzo esce dalla figa e nella foga ci s?incula sopra.

Un attimo di incertezza, ma poi il suo ventre scende ed il mio cazzo

affonda

dentro quel culo da urlo.

Per lei una nuova scoperta, si stava impalava alternativamente, un po?

nella

figa ed un po? nel culo.

Quanto sbroda, tra le sbrodolate di prima e quella di adesso, il mio

pube

è bagnato fradicio.

Va avanti per un po? questa nuova danza, ho già sborrato due volte, e la

mia resistenza adesso è maggiore, la sollevo la metto sdraiata sul

letto,

le gambe sopra le mie spalle, così le posso leccare e succhiare le dita

dei

suoi piedini, ed ora sono io che alterno chiavate in figa ed inculate,

tanto

che la metto anche alla pecorina sul letto e riprendiamo lo stesso

gioco.

Lei gode infinitamente ed a lungo.

Non tanto quanti orgasmi, ma prolungamenti dello stesso orgasmo,

indipendentemente

che si stia godendo il mio cazzo nel culo o nella figa.

?Adesso voglio farmi una sega e sborrarti proprio sopra la figa!?

?Fallo, voglio vedere la sborra che mi schizza sopra mentre te la tengo

completamente

aperta!?

Lei spalanca le gambe, con entrambe le mani si apre la figa divaricando

il

più possibile le grandi e piccole labbra, io, fra le sue cosce

spudoratamente

aperte, mi prendo il cazzo nella mano ed inizio a farmi una sega, sono

talmente

bagnato che la mia mano scivola sul cazzo lucido come fosse quella sua

splendida

bocca da pompinara.

Io le guardo la figa bagnata fradicia e lucida, lei guarda il cazzo che

compare

e scompare nella mia mano, e quando sto per venire, glielo dico, le

avvicino

la cappella gonfia in mezzo alla figa e la sborra bianca e calda inonda

proprio

nel mezzo dell?apertura.

Poi le porgo il cazzo fra le labbra per farglielo assaporare un po?

mentre

lei si spalma la sborra, come una crema, su tutta la figa.

Abbandonato esausto sul letto con lei a fianco espressi un pensiero a

voce

alta:

?Questo si che è scopare, e tu chiavi da dea!?

Lei di rimando:

?Quando ti ho visto, ho sentito come un rimescolamento dentro di me;

anche

tu sei molto sexy ed hai un cazzo bellissimo!?

Eravamo alquanto distrutti e, senza rendercene conto, ci addormentammo

entrambi.

Mi sveglio con un mal di pancia terribile e mi rendo conto che devo

svuotare

la vescica.

Apro gli occhi, e? buio, la stanza illuminata solo dalla luce dei

lampioni

che entra dalla finestra, lei è addormentata sul fianco all?altro lato

del

letto.

Mi alzo e vado in bagno, socchiudo la porta e a tastoni, nella penombra,

cerco il tasto per accendere la luce dello specchio, lo trovo, e

finalmente

mi svuoto; mi sento più leggero e mi risciacquo il cazzetto, semi

moscio,

con l?acqua del rubinetto.

Spengo la luce, esco e, vedendo il corpo della donna nudo steso sul

letto,

mi prendono strane idee.

Incomincio a toccarmi il cazzo, anche se non e? duro, mi siedo sul letto

avendo in bella vista quel gran bel culo che ho sverginato e del quale

ho

goduto aprendola completamente.

Continuo a palparmi l?uccello scoprendomi la cappella con una mano

mentre

con l?altra inizia a palparle lascivamente il culo e ad infilarle le

dita

per cercarle la bernarda.

Lei si muovo un pochino, ma io continuo, poi piegò una gamba verso di se

lasciando l?altra distesa lungo il letto.

L?uccello mi si sta indurendo di nuovo fra le dita, mentre mi facevo

lentamente

una sega.

Le ravano la passera con le dita, e? ancora bagnata della sbroda e

sborra

di prima, le infilo un dito e la sditalino, dentro e? umida, poi gliene

infilo

due e poi tre.

L?uccello e? pronto e reclama di nuovo il nido caldo e fradicio!

Non riesco a capire se e? sveglia o dorme sognando chissà cosa, sta di

fatto

che la passera sbrodola copiosamente.

Tiro fuori le dita, me le annuso, un profumo caldo, dolce, intenso ed

inebriante,

mi sdraio dietro di lei, con una mano le divarico le natiche ed appoggio

il mio uccellone pronto sull?imbocco della passera.

Lento ma inesorabile gli spingo fino in fondo ed inizio a fotterla

profondamente.

E? proprio una gatta in calore, sembra che il cazzo non le basti mai,

infoiata

e troia, come mai abbia potuto essere.

Lei volge la testa verso di me e, ?Sei proprio un gran porcellone visto

che

non mi hai svegliata per dirmi che mi volevi chiavare!? mi dice.

?Vederti nella penombra cosi, mi si e? drizzato l?uccello e ??

?? e ???

?? e mi e? venuta voglia di fotterti di nuovo!?

?? e allora dai, bel cazzone, fottimi come una troia, sbattimelo tutto

dentro,

ma, dopo, voglio sentirmi tutta aperta e sderenata! Capito??

?Eccome! Ce la metterò tutta!?

Mi alzo e mi metto in ginocchio sopra una suo gamba mentre l?altra

gliela

faccio appoggiare sopra la mia spalla, riappoggio l?uccello sulla figa

aperta

ed inizio a pompare intensamente e profondamente.

Dalla passera, ogni volta che glielo sbatto tutto fino in fondo, si

sente

ancora quel rumore come le onde del mare che s?incastrano fra gli

scogli,

uguale uguale!

?Avanti fottimi, fottimi con quel cazzo, sei stupendo!? mi dice con voce

alterata.

Esco, le punto il culo, lei se ne accorge, io spingo, lei mi si offre,

l?uccello

entra, lei inarca la schiena per aiutarmi nell?incularla, ed inizio a

pompare

di nuovo.

?Dai cazzo, aprimi tutta, voglio sentirmi spaccare in due, sei un gran

porcellone,

ma mi piace da morire! Avanti sfondami tuttaaaa!?

?Dai godi, sei la mia troia, la mia puttana, fammi vedere e sentire

quando

godi ad essere trapanata in questo modo!?

?Non fermarti, voglio cazzo dappertutto!?

Esco dal culo, e? aperto tanto quanto la passera, dove rientro e

riprendo

a fotterla lussuriosamente.

Alterno cosi tra culo e figa, facendola godere sia con l?uno che con

l?altra.

Vedendo come il suo corpo e? squassato tra tremori e convulsioni

orgasmiche,

credo che nemmeno una porno star di professione goda tanto quanto lei!

?Hai un cazzo stupendo, ma adesso voglio sentirmi riempire la passera di

sborra! Voglio farti svuotare le palle sino all?ultima goccia ed averla

tutta

nella figa!?

?Preparati che ti allago!?

La pompo con più intensità finché, spingendoglielo tutto in profondità,

non

mi svuoto le palle riversando tutta la sborra che ho ancora disponibile

dentro

quella figa affamata di cazzo più che mai.

Entrambi ansimanti per gli orgasmi avuti, resto dentro di lei fino a

quando

il mio cazzo non e? altro che un pezzetto di carne moscio, lo sfilo e

gocciolante

dei nostri succhi.

Mi sdraio di fronte a lei e ci abbandoniamo di nuovo, appagata ancora la

voglia di sesso, ad un sonno ristoratore…

Sto dormendo, ma e? come se stessi vivendo in prima persona una

sensazione

mai provata, mi sembra che una donna mi prenda il cazzo nella mano ed

inizia

a giocarci, facendomi una sega, scoprendomelo e leccandomelo, me lo

sento

diventare spaventosamente duro, ma quella bocca di donna continua a

sbocchinare

con sapienza la mia cappella gonfia e lungo tutta l?asta.

Sento le labbra scendere fin quasi alla base del cazzo e la lingua che

mi

avvolge la cappella, per poi risalire lentamente.

E continua, continua, mi prende fra le mani le palle e me le palpeggia,

poi,

mentre mi fa una sega intensa, sento le labbra avvolgermi una palla e

poi

succhiarmela, prima una e poi l?altra.

Apro gli occhi e vedo lei che brandisce la mia verga e la sua testa e?

infilata

fra le mie cosce, ed e? la sua lingua che mi sta ripassando dappertutto!

Poi la sento scendere sotto fino al mio culetto e leccare avida tanto

quanto

le ho leccato e succhiato io il buchetto prima di aprirla con il mio

cazzo.

Il suo viso ricompare, si accorge che mi sono reso conto di quanto mi

sta

facendo, ed inizia un pompino sincronizzato ad una sega cosi intensi che

avrebbe risvegliato anche un morto.

La guardo, mi sento stravolto dal piacere, lei mi guarda e continua a

sbocchinarmi

senza fermarsi un momento.

?Cazzo, mi stai facendo morire!?

La sua bocca si stacca dal cazzo, ma la mano continua a farmi una sega

ininterrottamente.

?Mi hai sderenato il culo e la figa, mi sono toccata con la mano; ho il

culo

aperto, che ci entrano quasi due dita senza fatica, e piacevolmente

dolorante,

ed anche la passera e nelle stesse condizioni! Cosa credi di cavartela

cosi?

Eh no, non te la cavi cosi, cazzone mio, ho intenzione di spremerti le

palle

ancora una volta e vedere e sentire la sborra schizzare fuori sulla mia

bocca

e fare una gustosa colazione di cazzo!?

?E? nelle tue mani, prendilo, anche se penso che il mio cazzo da solo

non

sia sufficiente, te ne servirebbero almeno due o tre!?

?Che fai, mi stai proponendo un?orgia a tre o a quattro??

?Per il momento e? una considerazione!?

Non rispose, ma riprese a sbocchinare e spompinare senza più fermarsi,

fino

a che il mio cazzo ebbe gli ultimi sussulti orgasmici e l?ultima sborra

ancora

disponibile nelle palle non le imbrattò la bocca (non era poi tanta come

immaginavo).

Si passò la lingua sulle labbra assaporandone il sapore.

?Hai una sborra gustosa, mi piace e mi fa impazzire, peccato che ho dato

fondo alle tue riserve che ne avrei voluta ancora! In ogni caso

un?ottima

colazione!?

?Ah si? Adesso mi servo io la colazione!?

Mi sollevai, la misi alla pecorina sul letto, le divaricai le gambe,

potei

vedere quanto mi aveva detto, il culo aperto e la figa gonfia ed aperta

ancora

di più del culo.

Con la bocca mi tuffo sulla passera, e? bagnata fradicia ancora della

mia

sborra di stanotte e di sbroda, gliela apro con le mani, trovo la

clitoride

gonfia e dura quanto un cazzo, ed ora sono io a spompinargliela.

?Se io sono affamata di cazzo, tu cosa sei, cos?e? non vedi una passera

da

quanto tempo, cinque anni??

Non risposi, e non mi fermai, anzi continuai a succhiarle la bernarda

con

più intensità!

Mi fermo un attimo ?Sbrodolami in bocca, ho sete, e voglio anch?io

spremerti

fino all?ultima goccia di sbroda e berla direttamente dalla figa di

questa

troia in calore!? e riprendo.

Anche lei non resiste tanto, ha dei sussulti paurosi, la passera le si

contrae

aprendosi e chiudendosi, il succo incomincia a colare ed io,

prontamente,

inizio a raccogliere con la lingua passando proprio in mezzo.

Stavolta e? lei ad accasciarsi sul letto!

?Sei una gran troia, e mi piace da morire!?

?E? la prima volta che lo faccio!?

?Perché??

?Non e? questo il momento di raccontare i miei affari. ?

?Hai ragione. ?

?Ma anche tu, come uomo, sai essere meravigliosamente puttana, e piace

anche

a me. ?

?E? la prima volta che lo faccio!?

?Perché??

?Non e? questo il momento di raccontare i miei affari. ?

?Giusto, vale anche per te. ?..

Ci facciamo una doccia, riusciamo a farla insieme approfittando per

toccarci

e palparci ancora un po?, ci rivestiamo e scendiamo per fare colazione.

Parliamo poco, entrambi, sicuramente almeno io, siamo sul piacevolmente

e

sessualmente sconvolti, ma estremamente appagati.

Paghiamo la camera ed usciamo dal motel.

Ci guardiamo negli occhi, entrambi non sappiamo cosa dire, prendo un

biglietto

e le scrivo il mio numero di cellulare.

?Perché mi hai rimorchiato?? le chiedo.

?Perché ti sei fatto rimorchiare??

Due domande alle quali nessuno dei due rispose.

?Se e quando deciderai di raccontarmi il motivo, allora anche io ti

risponderò,

va bene?. Se mai ti venisse ancora voglia di passare una notte di puro

sesso,

o di provare qualcosa di nuovo o se ti semplicemente di giocare, basta

che

mi chiami. ? le dico.

?Va bene. Ma tu quanto ti senti di poter essere la mia puttana??

?Con te, credo sicuramente, quanto tu non possa mai immaginare!? le

rispondo.

?Sapresti essere troia come me stanotte??

?mmm ? Si!?

?Ne sei sicuro??

?E tu sapresti esserlo ancora più di quanto mi hai dimostrato??

?Dipende dal limite ed a cosa stai pensando!??

Lei strappa a metà il biglietto ed a sua volta scrive il suo numero di

cellulare.

?Mi hai sderenata tutta, culo e figa stanno urlando ed hanno la

bandierina

bianca e per una settimana almeno se sentirò gli effetti, ma non mi

dispiace,

anzi!?

?Anche il mio cazzo!?

?Sappi che, comunque, non sono una troia di strada o a pagamento. ?

?Lo so, non occorre che me lo dici, che cosi fosse non ti avrei dato il

mio

numero di telefono. ?

?Va bene bel cazzone mio, se mai ci re incontreremo, avrai modo di

dimostrarmi

quanto sai fare ed essere la mia puttana, ok??

?Certo, ma sappi che, se e quando sarà, che ci rincontreremo ho in mente

certe cose stuzzicanti!?

?Ah si? ? e cosa per esempio??

?Chiamami e lo saprai!?

?Stai attento, che nemmeno tu sai cosa potrei avere in mente io!?

?Ciao. ?

?Ciao. ?

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