Un altro viaggio di lavoro, macino chilometri su chilometri, pioggia,
sole,
caldo, freddo, come al solito, purtroppo, l?importante e? esaudire le
esigenze
dei clienti che sono quelli che ti danno da mangiare.
E? uno sporco lavoro, ma qualcuno lo deve pure fare!
Una gita fuori porta, almeno tale la considero se la distanza è entro i
trecento
chilometri dalla sede, solo che questa volta mi hanno trattenuto e
tartassato
fino ben oltre l?orario normale di lavoro.
Finalmente ero riuscito a risalire in macchina ed a riavviarmi verso
casa,
ma, dopo circa mezz?ora di viaggio, mi resi conto che dovevo fare
rifornimento
e che era anche il caso di mangiare qualcosa per fare stare tranquillo
il
mio stomaco che aveva già iniziato a tirare qualche calcio.
Mancavano diciassette chilometri al prossimo Autogrill dove, appunto, mi
fermai, feci il pieno alla macchina, andai a parcheggiare ed entrai
all?Autogrill.
Le casse erano un putiferio, mamme, papà, bambini che volevano questo e
quello,
camionisti esausti e sudati, un vociare in tutte le lingue, francese,
tedesco,
slavo o qualcosa del genere, dialetti di tutte le parti, al che decisi
di
salire al ristorante self service, ma, quando fui di sopra, mi resi
conto
che la situazione non era molto migliore, per cui feci buon viso a
cattivo
gioco.
Ah! Dimenticavo, verso la fine di Luglio, un caldo ed una umidità che
avrebbero
ucciso anche l?africano più originale, e senza contare i Bastarrrdi che
andavano
gaudenti in ferie.
Stendiamo un velo pietoso, ormai ero li e mi misi buono buono in fila
con
il vassoio.
Mentre ero in fila, pazientemente rassegnato alla coda, mi guardavo in
giro
rendendomi conto che ai tavolini sarebbe stata una dura lotta per
trovare
un posto dove sedersi subito dopo pagato e senza rischiare di mangiare
tutto
freddo.
Quello che si dice ?Questo si che è il classico colpo di c?lasse!?, dopo
aver pagato e mentre cercavo un angolino dove sedermi, proprio davanti a
me due persone si alzarono da un tavolino verso il quale mi catapultai
come
un paracadutista sul suo obiettivo e mangiare il cibo ancora caldo.
Nel giro di poco tempo avevo assalito, assediato e quasi sconfitto il
mio
piatto di pastasciutta al ragù, quando una voce femminile chiese ?Scusi,
il posto è libero??.
Al momento non badai tanto alla persona che si era posta di fronte,
risposi
semplicemente e cordialmente ?Si si, si accomodi pure. ? Anche perché mi
ero
anche concentrato sul telegiornale che sciorinavano i consueti aumenti
dei
carburanti, attentati, kamikaze, etc.
Solo quando la donna si sedette ebbi modo di guardarla, meglio dire
squadrarla,
e valutarne la bellezza.
Così a vederla poteva avere dai trentacinque ai quarant?anni, non di
più.
Molto bella, capelli castano lisci, pelle semi abbronzata, mani ben
curate,
occhi marroni, vivi, occhiali da vista, minuta, un viso accattivante e
dolce
allo stesso tempo
Ormai era seduta, per cui non potevo, al momento descrivere cosa
indossava,
quello che potevo vedere era in quel tessuto elasticizzato, tipo lycra o
qualcosa del genere, che le fasciava il busto.
? e che busto!
Quasi sicuramente non indossava il reggiseno, il tessuto le disegnava
perfettamente
i contorni dei seni, così ad occhio una seconda, una via di mezzo tra la
?coppa di champagne? ed a pera.
Aveva quel po? di ?pera?, perché i capezzoli, meravigliosamente evidenti
sotto il tessuto, tendevano verso l?alto tipico dei seni a ?pera?
appunto
e a me piacciono veramente tanto.
Quando ritornai, ci volle un po? però, sul suo viso, mi stava osservando
e che si era accorta che stavo spudoratamente guardandole le tette.
?Ho passato l?esame? Sono promossa??
Era come se mi avesse schiaffeggiato, ma, ormai, dovevo reggerle il
gioco.
?Si, e con lode!?
?Meno male, quando e dove posso ritirare il pezzetto di carta??
Risi, me la ero meritata.
?Lo sai che non è educato guardare le tette delle donne il quel modo??
?E come le ho guardate scusa?!?
?Sembrava quasi che non ne avessi mai viste prima d?ora!?
?Bhè, non capita tutti i giorni che una bella donna mi si sieda di
fronte
ed abbia due tette così!?
?E che tette sono le mie, secondo te, di grazia??
?Preferisci una risposta politicamente corretta, o ciò che penso
veramente??
?Le risposte politicamente corrette sono quelle che contengono tante
parole,
ma che, comunque, lasciano la domanda senza una risposta! Siccome non
sono
in ufficio a lavorare e non ho a che fare con le falsità di colleghe e
colleghi
che ti si reputano amici, almeno una volta mi farebbe piacere che la
risposta
sia chiara e, soprattutto, estremamente sincera!?
?Hai delle tette molto belle, anche se non le posso ammirare alla luce,
ma
sono convinto che, quello che immagino, non differisca di tanto dalla
realtà!?
?Grazie! Se ti dico che è la prima volta che, finalmente, riesco a
ricevere
un complimento così esplicito, mi credi??
?Ma dai!?
?Ti giuro, voi maschietti siete bravissimi a voltarvi per guardarci il
sedere,
per fischiarci come fate di solito, per lanciarci complimenti
inequivocabilmente
volgari dall?altra parte della strada, ma quando siete vis a vis,
diventate
come dei cuccioli tremolanti balbettando scuse stiracchiate! Non è
vero??
Era come giocare a battaglia navale, non sbagliava un colpo o ci andava
vicino.
?Ed io? A quale categoria mi hai classificato??
?Tu sei uno di quelli che sanno usare le parole giuste al momento
giusto,
sai essere politico, diretto, anche se mi sembri molto più sullo
spregiudicato!?
?Mi hai descritto come un mafioso quasi, adesso mi arrestano!?
Ridemmo entrambi.
?Intendo dire semplicemente che, se puoi, dici chiaramente ciò che
pensi,
e questo, per me, è bellissimo ed importante; mi piace, con le persone
giuste
e sono molto poche, potersi dire le cose per quelle che sono, senza giri
di parole inutili. ?
?E? vero, sarebbe veramente sempre bello, ma molte persone ne
abuserebbero
e supererebbero ogni limite e trascenderebbero. ?
?Altrettanto vero, ma tu no, e poi il limite tra due persone, come te e
me
per esempio, sarebbe quello che decideremmo di non superare. ?
?Condivido!?
?Hai finito di mangiare??
?Io si, e tu??
?Anche. Bevi un caffè??
?Oh si, dopo mangiato ci vuole!?
Ci alzammo, raccogliemmo i vassoi e li infilammo sui carrelli.
Solo ora la potei vedere in tutta la sua interezza, indossava un vestito
intero che le aderiva perfettamente al corpo disegnandone perfettamente
le
curve come una seconda pelle.
Sicuramente, come avevo immaginato, non indossava il reggi seno, la
schiena
era abbastanza scoperta, e quasi sicuramente non indossava nemmeno gli
slip,
o tanga, o perizoma, perché non vedeva alcun segno sopra le anche,
ondeggianti
mentre camminava.
Ai piedi calzava dei sandali a tacco medio allacciati alla caviglia, che
la slanciavano maggiormente, e, anche se non accentuava il movimento
delle
anche mentre, camminava, potevo tranquillamente affermare che ha un gran
bel
culo, un gran bel culo a mandolino da urlo e che mi fa impazzire.
Ci dirigemmo verso il banco del bar dove gustammo il caffè.
?Schiettezza per schiettezza, devo dirti che hai un gran bel sedere, mi
piace!?
?Credo che non hai usato la parola ?sedere? nei tuoi pensieri! Vero??
?Colpito! Ho usato ?culo?!?
?Dai usciamo, che ho voglia di fumarmi una sigaretta!?
?Dopo mangiato ed il caffè, è quello che vuole, sono d?accordo. ?
A tutti gli effetti non ero il solo a guardarla, notai diversi sguardi
che
si voltavano e che se la mangiavano con gli occhi e che la spogliavano
con
pensieri lascivi.
Fuori dall?autogrill c?era un via vai di persone impressionante, gente
che
entrava, che usciva, gruppetti che parlottavano, insomma un casino
incredibile.
?Che ne dici se andiamo in macchina a fumare?? chiese lei.
?Nella mia non cambierebbe tanto la situazione, è parcheggiata la in
mezzo!?
e le indicai il potente mezzo di ero dotato, una macchina furgonata, in
mezzo
a tutte le altre nel parcheggio.
?Andiamo nella mia, è parcheggiata la in fondo perché non trovavo
posto. ?
In silenzio raggiungemmo la sua macchina, salimmo e, aperti i
finestrini,
gustammo la sigaretta.
?Sei molto sensuale!? le dissi.
?E ??? rispose.
?E ? cosa!?
?Cos?altro hai pensato?? chiese.
Ormai c?ero dentro.
?Sotto sei completamente nuda??
?Si! Quando posso, mi piace non indossare biancheria e o vestiti
inutili,
specialmente in primavera ed estate. ?
?Oltre che sensuale, sei anche sexy!?
?Chissà cosa avresti pensato se non te lo avessi confermato!?
Lei si appoggia alla portiera e solleva la gamba destra sul sedile,
quasi
a voler rispondere al mio pensiero.
Nella penombra della sera e della luce lontana dei lampioni, potei
guardarle
le cosce fino all?inguine.
Non potei più celare la mia eccitazione.
?Tu indossi gli slip sotto la tuta, vero??
?Si! E mi hai fatto venire voglia di fare l?amore con te!?
?Lo vedo!?
?Non so chi sei e cosa fai, ma mi piaci e ?? non potei finire la frase.
?Non so nemmeno io chi sei e cosa fai, ma anche tu mi piaci e mi hai
fatto
venire voglia di ?? stavolta la interruppi io.
?? di scoparci, una bella scopata, del puro sesso per prenderci tutto il
piacere che vogliamo e possiamo!?
Avvicinai il viso al suo e la bacio sulla bocca, un bacio carico di
desiderio,
di sesso, con le lingue che si cercano l?una nella bocca dell?altra.
Lei infila una mano sotto i calzoncini della tuta e mi stringe il cazzo
nella
mano.
?Ne ho voglia anch?io!? mi dice sulla bocca.
Mi abbassa a metà gambe la tuta scoprendo totalmente il mio cazzo gonfio
e duro, le si solleva il vestito sul ventre e si mette sopra di me.
Io tenendo il cazzo fra le dita puntandoglielo verso la figa
completamente
glabra, la faccio impalare per poi tirarla verso di me per farle sentire
completamente la mia cappella premerle contro l?utero.
?Me lo sento quasi fino in gola, è una sensazione incredibile, mi piace
da
morire!?
Nonostante lo spazio scomodo e ristretto, lei inizia a muovere il bacino
con movimenti ondulatori e circolari, imperniata, com?era, sulla mia
verga
dura e calda dentro di lei.
Lenta, dalla figa, la sbroda colava fuori rendendo il mio cazzo lucido
come
se fosse stato spalmato con della crema.
?Ehi, se mi monti così mi fai sborrare subito!? le dissi.
?Ti voglio godere e scopare come se tu fossi la mia puttana, voglio
sentire
e godere del momento il tuo cazzo esplode e scarica tutta la sua sborra
nella
mia figa!?
Accentua ancora più intensamente i movimenti, e la sborra schizzò
copiosa
dentro di lei, un primo schizzo, poi un secondo e poi ancora un terzo.
?Si, bellissimo cazzo, mi piace da morire sentire come si indurisce e si
contrae per il tuo succo caldo e che mi inonda tuta!?
?Non sono stato mai scopato così!?
?Ed io non mi sono mai fatta un uomo così e, tanto meno, fatta
rimorchiare.
Il fatto che tu, quando mi guardata le tette in quel modo, mi hai
risvegliata,
non so come dire, da un lungo ed interminabile letargo, mai ho provato
la
voglia di fare una scopata da una botta e via!?
Ormai era buio ed in giro, dov?era parcheggiata la macchina, non passava
la gente solo le macchine entravano per fare rifornimento e per
l?autogrill,
per cui non potevano accorgersi di quanto stava accadendo in quella
macchina
posteggiata.
Abbassandole le spalline del vestito le libero le tette, due tette
proprio
come le avevo immaginate, prendo in bocca un capezzolo e glielo succhio.
Dalla figa, sbroda e sborra colavano insieme, sentivo le gocce lente sul
pube e le cosce.
?Sei una gran bella figa e questa scopata così non può essere lasciata
come
l?opera incompiuta. Ti va di fermarci in albergo e passare una notte di
sesso,
solo sesso e spremerci completamente??
?Se lo faccio, ti prometto che ti spremo i testicoli fino all?ultima
goccia
di sborra e che poi ti ci vorrà una settimana prima che ti possa
ritornare
duro!?
?Se lo facciamo, ti prometto che la tua figa non sarà l?unica con la
bandierina
bianca, ma ho intenzione anche di sverginare il tuo sedere!?
?E me lo dici così??
?Non ho mai inculato una donna, nemmeno un uomo, ma tu mi ispiri per
sperimentare
quest?altra modalità di prendere una donna! E poi non avevi detto che
volevi
dicessi completamente quello che penso e come lo penso??
?Si, e devo ammettere che mi lusinga sapere di poter ispirare questi
pensieri!?
?Vado a prendere la macchina; ci vediamo alla prossima uscita e
cerchiamo
un motel. Ehi, se non vuoi basta dirlo!?
?No, lo voglio, l?unica cosa e che il mio culetto vergine potrebbe
protestare. ?
?Se ti fa male, rimarrà vergine!?
Scendo dalla macchina e mi dirigo verso il parcheggio, mi vogliono quasi
15 minuti ora che mi districo dal casino, e quando esco ed arrivo
dall?altra
parte non vedo la sua di macchina.
?Se ne è andata; troppo bello per essere vero!?
Qualche secondo dopo degli abbaglianti lampeggiano allo specchietto
retrovisore,
era lei che si ferma di fianco.
?Pensavo fossi andato via. ?
?Anch?io di te, c?era un casino per uscire, ho dovuto fare un po? di
manovre
turche per districarmi. ?
?Ti seguo. ?
Riprendo l?autostrada, usciamo all?uscita successiva e ci dirigiamo
verso
la città finché non troviamo un hotel, sembra bello dal di fuori, e mi
fermo
vicino all?ingresso.
?Che ne dici??
?Per me va bene!?
Parcheggiamo ed entriamo.
Risolte le formalità ci danno la chiave della camera, ed entriamo in
ascensore.
Come si chiudono le porte, l?abbraccio forte, la bacio sulla bocca e le
frugo
il corpo da sopra e sotto il vestito.
Come le palpo l?interno delle cosce, scopro che sono bagnate ed
appiccicose
della scopata di prima.
Stacca la bocca dalla mia, mi guarda negli occhi sorridente ed
ammiccante
e mi dice ?Sarai la mia puttana, e se non mi farai divertire non ti
pago!?.
?Guarda che lo stesso vale per te!?.
Intanto mi palpa il cazzo che era ritornato duro.
Entriamo nella stanza, ci strappiamo quasi i vestiti di dosso rimanendo
completamente
nudi.
La sollevo, la appoggio al muro e le infilo il cazzo nella figa ancora
lubrificata
dai nostri succhi mentre le lecco le tette e le succhio i capezzoli.
Ansima e mugola come una gatta in calore e sento la figa che li si
spalanca
ogni volta che il mio cazzo la riempie completamente affondando dentro
il
suo ventre.
?Hai un cazzo favoloso, e mi chiava meravigliosamente!?
La sollevo, le sfilo il cazzo e la faccio appoggiare sulla tavolo, quasi
alla pecorina, le faccio divaricare le gambe ed affondo il cazzo dentro
di
lei.
E? talmente bagnata fradicia che entro senza fatica, ed inizio a
trombarla
quasi selvaggiamente.
Dallo specchio di fronte a lei le guardo le tette che sobbalzano ad ogni
mio affondo.
I suoi occhi mi guardano dallo specchio, sta godendo, la mia puttana sta
godendo del mio cazzo che le stantuffa la figa completamente depilata.
Non capisco se ha già avuto l?orgasmo, o più di uno, ma sta di fatto che
ha la figa completamente aperta e dalla sbroda che cola si sente quel
rumore
strano, come quello del mare che s?infila tra gli scogli.
Esco, mi inginocchio dietro di lei e le spalanco la figa con le dita e
bevo
assetato tutto il succo che cola, le prendo la clitoride fra le labbra e
glielo spompino e mi viene in bocca.
Mi ci vuole ancora un po prima di sborrare ancora.
?Adesso ti svergino il sedere i t?inculo!?
?Fai piano!?
E? l?unica cosa che, con voce tremante dalla lussuria e dalla paura,
riesce
a dire.
Con una mano le prendo una natica e gliela divarico, con l?altra mi
prendo
il cazzo e glielo punto sul buchino vergine bagnato fradicio.
Lei ha un sussulto ma non si oppone, incomincio a spingere, la cappella
incomincia
a premere, sento i suoi muscoli cedere lentamente come volessero ancora
resistere,
spingo ancora, si apre e la mia cappella scompare dentro di lei.
Mi fermo un momento per farla abituare a questa intrusione.
Si rilassa, spingo ancora un po? ed il cazzo incomincia a scivolare
dentro.
Un tremore, un sussulto ed i muscoli cedono e si arrendono
completamente,
ed il mio cazzo conquista quel bocciolo di culetto, quel culo
meraviglioso
da cazzo.
?Ti sto inculando!? le dico.
?Lo sento, avanti prenditi completamente la mia verginità e fammi
sentire
quanto puoi godere del mio corpo. ?
Incomincio a muovermi avanti ed indietro lentamente, una, due, tre
volte,
ed ogni volta spingo sempre più profondamente per farle capire quanto la
stia apprezzando.
Il suo viso è stravolto dalla lussuria.
?Godi puttana, fammi sentire che ti piace come ti fotto!?
?Dai, dammelo tutto quel cazzo, fottimi così, senza fermarti, ooohhh si
?,
dai cazzo spalancami e godimi ? ti prego non fermarti ??
Esco dal culo, resto affascinato di come rimanga aperto nonostante sia
uscito,
e le pianto il cazzo di nuovo nella figa pompandola quasi furiosamente,
per
poi uscire di nuovo e riprendere ad incularla.
?Adesso sono pronto per riempire il tuo culo di sborra. ?
?Non aspetto altro, dai puttana, la voglio sentire che si spande dentro
di
me, come prima mi hai annaffiato stupendamente la Bernarda!?
Le stantuffo intensamente il culo, finché non glielo spingo tutto fino
in
fondo e la riempio di nuovo di sborra.
?Si ? dai ? ancora ? calda ? bellissimo ??
Nell?apoteosi dell?orgasmo, le stringo le tette con le mani, le
strapazzo
i capezzoli tra l?indice ed il pollice, sono talmente eccitati che
sembrano
due piccoli cazzi duri.
Solo quando il cazzo mi si è angosciato completamente lo sfilo fuori e
lei
si abbandona sul letto ed io al suo fianco.
Con le dita le strapazzo la figa!
Anche lei mi prende il cazzetto sgonfio e me lo manipola piacevolmente.
?E? impressionante come possa gonfiarsi ed indurirsi per poi ritornare
così
come un cucciolo impaurito. Adesso rilassati un pochino che poi te lo
spompino
come si deve perché voglio essere io a fotterti come voglio io!?
Iniziammo a giocare reciprocamente con i nostri corpi.
Ci baciammo e leccammo ogni parte di noi, profumavamo di sesso, ci
mordicchiammo,
ci facemmo dei dispetti, ma ogni cosa era una scusa per scoprire cosa
poteva
eccitare l?uno o l?altra.
Finché non mi prese in bocca il cazzetto ancora sgonfio, me lo scoprì e
? e non ci volle molto che me lo fece diventare duro, e guardai il mio
cazzo
mentre le si gonfiava in bocca così tanto da non poterlo più contenere
tutto.
Ma quando fu duro al punto giusto ?Ecco, è duro come lo voglio io!?, ci
si
impalò sulla figa ed iniziare di nuovo quella danza come prima in
macchina.
Ad un tratto il cazzo esce dalla figa e nella foga ci s?incula sopra.
Un attimo di incertezza, ma poi il suo ventre scende ed il mio cazzo
affonda
dentro quel culo da urlo.
Per lei una nuova scoperta, si stava impalava alternativamente, un po?
nella
figa ed un po? nel culo.
Quanto sbroda, tra le sbrodolate di prima e quella di adesso, il mio
pube
è bagnato fradicio.
Va avanti per un po? questa nuova danza, ho già sborrato due volte, e la
mia resistenza adesso è maggiore, la sollevo la metto sdraiata sul
letto,
le gambe sopra le mie spalle, così le posso leccare e succhiare le dita
dei
suoi piedini, ed ora sono io che alterno chiavate in figa ed inculate,
tanto
che la metto anche alla pecorina sul letto e riprendiamo lo stesso
gioco.
Lei gode infinitamente ed a lungo.
Non tanto quanti orgasmi, ma prolungamenti dello stesso orgasmo,
indipendentemente
che si stia godendo il mio cazzo nel culo o nella figa.
?Adesso voglio farmi una sega e sborrarti proprio sopra la figa!?
?Fallo, voglio vedere la sborra che mi schizza sopra mentre te la tengo
completamente
aperta!?
Lei spalanca le gambe, con entrambe le mani si apre la figa divaricando
il
più possibile le grandi e piccole labbra, io, fra le sue cosce
spudoratamente
aperte, mi prendo il cazzo nella mano ed inizio a farmi una sega, sono
talmente
bagnato che la mia mano scivola sul cazzo lucido come fosse quella sua
splendida
bocca da pompinara.
Io le guardo la figa bagnata fradicia e lucida, lei guarda il cazzo che
compare
e scompare nella mia mano, e quando sto per venire, glielo dico, le
avvicino
la cappella gonfia in mezzo alla figa e la sborra bianca e calda inonda
proprio
nel mezzo dell?apertura.
Poi le porgo il cazzo fra le labbra per farglielo assaporare un po?
mentre
lei si spalma la sborra, come una crema, su tutta la figa.
Abbandonato esausto sul letto con lei a fianco espressi un pensiero a
voce
alta:
?Questo si che è scopare, e tu chiavi da dea!?
Lei di rimando:
?Quando ti ho visto, ho sentito come un rimescolamento dentro di me;
anche
tu sei molto sexy ed hai un cazzo bellissimo!?
Eravamo alquanto distrutti e, senza rendercene conto, ci addormentammo
entrambi.
Mi sveglio con un mal di pancia terribile e mi rendo conto che devo
svuotare
la vescica.
Apro gli occhi, e? buio, la stanza illuminata solo dalla luce dei
lampioni
che entra dalla finestra, lei è addormentata sul fianco all?altro lato
del
letto.
Mi alzo e vado in bagno, socchiudo la porta e a tastoni, nella penombra,
cerco il tasto per accendere la luce dello specchio, lo trovo, e
finalmente
mi svuoto; mi sento più leggero e mi risciacquo il cazzetto, semi
moscio,
con l?acqua del rubinetto.
Spengo la luce, esco e, vedendo il corpo della donna nudo steso sul
letto,
mi prendono strane idee.
Incomincio a toccarmi il cazzo, anche se non e? duro, mi siedo sul letto
avendo in bella vista quel gran bel culo che ho sverginato e del quale
ho
goduto aprendola completamente.
Continuo a palparmi l?uccello scoprendomi la cappella con una mano
mentre
con l?altra inizia a palparle lascivamente il culo e ad infilarle le
dita
per cercarle la bernarda.
Lei si muovo un pochino, ma io continuo, poi piegò una gamba verso di se
lasciando l?altra distesa lungo il letto.
L?uccello mi si sta indurendo di nuovo fra le dita, mentre mi facevo
lentamente
una sega.
Le ravano la passera con le dita, e? ancora bagnata della sbroda e
sborra
di prima, le infilo un dito e la sditalino, dentro e? umida, poi gliene
infilo
due e poi tre.
L?uccello e? pronto e reclama di nuovo il nido caldo e fradicio!
Non riesco a capire se e? sveglia o dorme sognando chissà cosa, sta di
fatto
che la passera sbrodola copiosamente.
Tiro fuori le dita, me le annuso, un profumo caldo, dolce, intenso ed
inebriante,
mi sdraio dietro di lei, con una mano le divarico le natiche ed appoggio
il mio uccellone pronto sull?imbocco della passera.
Lento ma inesorabile gli spingo fino in fondo ed inizio a fotterla
profondamente.
E? proprio una gatta in calore, sembra che il cazzo non le basti mai,
infoiata
e troia, come mai abbia potuto essere.
Lei volge la testa verso di me e, ?Sei proprio un gran porcellone visto
che
non mi hai svegliata per dirmi che mi volevi chiavare!? mi dice.
?Vederti nella penombra cosi, mi si e? drizzato l?uccello e ??
?? e ???
?? e mi e? venuta voglia di fotterti di nuovo!?
?? e allora dai, bel cazzone, fottimi come una troia, sbattimelo tutto
dentro,
ma, dopo, voglio sentirmi tutta aperta e sderenata! Capito??
?Eccome! Ce la metterò tutta!?
Mi alzo e mi metto in ginocchio sopra una suo gamba mentre l?altra
gliela
faccio appoggiare sopra la mia spalla, riappoggio l?uccello sulla figa
aperta
ed inizio a pompare intensamente e profondamente.
Dalla passera, ogni volta che glielo sbatto tutto fino in fondo, si
sente
ancora quel rumore come le onde del mare che s?incastrano fra gli
scogli,
uguale uguale!
?Avanti fottimi, fottimi con quel cazzo, sei stupendo!? mi dice con voce
alterata.
Esco, le punto il culo, lei se ne accorge, io spingo, lei mi si offre,
l?uccello
entra, lei inarca la schiena per aiutarmi nell?incularla, ed inizio a
pompare
di nuovo.
?Dai cazzo, aprimi tutta, voglio sentirmi spaccare in due, sei un gran
porcellone,
ma mi piace da morire! Avanti sfondami tuttaaaa!?
?Dai godi, sei la mia troia, la mia puttana, fammi vedere e sentire
quando
godi ad essere trapanata in questo modo!?
?Non fermarti, voglio cazzo dappertutto!?
Esco dal culo, e? aperto tanto quanto la passera, dove rientro e
riprendo
a fotterla lussuriosamente.
Alterno cosi tra culo e figa, facendola godere sia con l?uno che con
l?altra.
Vedendo come il suo corpo e? squassato tra tremori e convulsioni
orgasmiche,
credo che nemmeno una porno star di professione goda tanto quanto lei!
?Hai un cazzo stupendo, ma adesso voglio sentirmi riempire la passera di
sborra! Voglio farti svuotare le palle sino all?ultima goccia ed averla
tutta
nella figa!?
?Preparati che ti allago!?
La pompo con più intensità finché, spingendoglielo tutto in profondità,
non
mi svuoto le palle riversando tutta la sborra che ho ancora disponibile
dentro
quella figa affamata di cazzo più che mai.
Entrambi ansimanti per gli orgasmi avuti, resto dentro di lei fino a
quando
il mio cazzo non e? altro che un pezzetto di carne moscio, lo sfilo e
gocciolante
dei nostri succhi.
Mi sdraio di fronte a lei e ci abbandoniamo di nuovo, appagata ancora la
voglia di sesso, ad un sonno ristoratore…
Sto dormendo, ma e? come se stessi vivendo in prima persona una
sensazione
mai provata, mi sembra che una donna mi prenda il cazzo nella mano ed
inizia
a giocarci, facendomi una sega, scoprendomelo e leccandomelo, me lo
sento
diventare spaventosamente duro, ma quella bocca di donna continua a
sbocchinare
con sapienza la mia cappella gonfia e lungo tutta l?asta.
Sento le labbra scendere fin quasi alla base del cazzo e la lingua che
mi
avvolge la cappella, per poi risalire lentamente.
E continua, continua, mi prende fra le mani le palle e me le palpeggia,
poi,
mentre mi fa una sega intensa, sento le labbra avvolgermi una palla e
poi
succhiarmela, prima una e poi l?altra.
Apro gli occhi e vedo lei che brandisce la mia verga e la sua testa e?
infilata
fra le mie cosce, ed e? la sua lingua che mi sta ripassando dappertutto!
Poi la sento scendere sotto fino al mio culetto e leccare avida tanto
quanto
le ho leccato e succhiato io il buchetto prima di aprirla con il mio
cazzo.
Il suo viso ricompare, si accorge che mi sono reso conto di quanto mi
sta
facendo, ed inizia un pompino sincronizzato ad una sega cosi intensi che
avrebbe risvegliato anche un morto.
La guardo, mi sento stravolto dal piacere, lei mi guarda e continua a
sbocchinarmi
senza fermarsi un momento.
?Cazzo, mi stai facendo morire!?
La sua bocca si stacca dal cazzo, ma la mano continua a farmi una sega
ininterrottamente.
?Mi hai sderenato il culo e la figa, mi sono toccata con la mano; ho il
culo
aperto, che ci entrano quasi due dita senza fatica, e piacevolmente
dolorante,
ed anche la passera e nelle stesse condizioni! Cosa credi di cavartela
cosi?
Eh no, non te la cavi cosi, cazzone mio, ho intenzione di spremerti le
palle
ancora una volta e vedere e sentire la sborra schizzare fuori sulla mia
bocca
e fare una gustosa colazione di cazzo!?
?E? nelle tue mani, prendilo, anche se penso che il mio cazzo da solo
non
sia sufficiente, te ne servirebbero almeno due o tre!?
?Che fai, mi stai proponendo un?orgia a tre o a quattro??
?Per il momento e? una considerazione!?
Non rispose, ma riprese a sbocchinare e spompinare senza più fermarsi,
fino
a che il mio cazzo ebbe gli ultimi sussulti orgasmici e l?ultima sborra
ancora
disponibile nelle palle non le imbrattò la bocca (non era poi tanta come
immaginavo).
Si passò la lingua sulle labbra assaporandone il sapore.
?Hai una sborra gustosa, mi piace e mi fa impazzire, peccato che ho dato
fondo alle tue riserve che ne avrei voluta ancora! In ogni caso
un?ottima
colazione!?
?Ah si? Adesso mi servo io la colazione!?
Mi sollevai, la misi alla pecorina sul letto, le divaricai le gambe,
potei
vedere quanto mi aveva detto, il culo aperto e la figa gonfia ed aperta
ancora
di più del culo.
Con la bocca mi tuffo sulla passera, e? bagnata fradicia ancora della
mia
sborra di stanotte e di sbroda, gliela apro con le mani, trovo la
clitoride
gonfia e dura quanto un cazzo, ed ora sono io a spompinargliela.
?Se io sono affamata di cazzo, tu cosa sei, cos?e? non vedi una passera
da
quanto tempo, cinque anni??
Non risposi, e non mi fermai, anzi continuai a succhiarle la bernarda
con
più intensità!
Mi fermo un attimo ?Sbrodolami in bocca, ho sete, e voglio anch?io
spremerti
fino all?ultima goccia di sbroda e berla direttamente dalla figa di
questa
troia in calore!? e riprendo.
Anche lei non resiste tanto, ha dei sussulti paurosi, la passera le si
contrae
aprendosi e chiudendosi, il succo incomincia a colare ed io,
prontamente,
inizio a raccogliere con la lingua passando proprio in mezzo.
Stavolta e? lei ad accasciarsi sul letto!
?Sei una gran troia, e mi piace da morire!?
?E? la prima volta che lo faccio!?
?Perché??
?Non e? questo il momento di raccontare i miei affari. ?
?Hai ragione. ?
?Ma anche tu, come uomo, sai essere meravigliosamente puttana, e piace
anche
a me. ?
?E? la prima volta che lo faccio!?
?Perché??
?Non e? questo il momento di raccontare i miei affari. ?
?Giusto, vale anche per te. ?..
Ci facciamo una doccia, riusciamo a farla insieme approfittando per
toccarci
e palparci ancora un po?, ci rivestiamo e scendiamo per fare colazione.
Parliamo poco, entrambi, sicuramente almeno io, siamo sul piacevolmente
e
sessualmente sconvolti, ma estremamente appagati.
Paghiamo la camera ed usciamo dal motel.
Ci guardiamo negli occhi, entrambi non sappiamo cosa dire, prendo un
biglietto
e le scrivo il mio numero di cellulare.
?Perché mi hai rimorchiato?? le chiedo.
?Perché ti sei fatto rimorchiare??
Due domande alle quali nessuno dei due rispose.
?Se e quando deciderai di raccontarmi il motivo, allora anche io ti
risponderò,
va bene?. Se mai ti venisse ancora voglia di passare una notte di puro
sesso,
o di provare qualcosa di nuovo o se ti semplicemente di giocare, basta
che
mi chiami. ? le dico.
?Va bene. Ma tu quanto ti senti di poter essere la mia puttana??
?Con te, credo sicuramente, quanto tu non possa mai immaginare!? le
rispondo.
?Sapresti essere troia come me stanotte??
?mmm ? Si!?
?Ne sei sicuro??
?E tu sapresti esserlo ancora più di quanto mi hai dimostrato??
?Dipende dal limite ed a cosa stai pensando!??
Lei strappa a metà il biglietto ed a sua volta scrive il suo numero di
cellulare.
?Mi hai sderenata tutta, culo e figa stanno urlando ed hanno la
bandierina
bianca e per una settimana almeno se sentirò gli effetti, ma non mi
dispiace,
anzi!?
?Anche il mio cazzo!?
?Sappi che, comunque, non sono una troia di strada o a pagamento. ?
?Lo so, non occorre che me lo dici, che cosi fosse non ti avrei dato il
mio
numero di telefono. ?
?Va bene bel cazzone mio, se mai ci re incontreremo, avrai modo di
dimostrarmi
quanto sai fare ed essere la mia puttana, ok??
?Certo, ma sappi che, se e quando sarà, che ci rincontreremo ho in mente
certe cose stuzzicanti!?
?Ah si? ? e cosa per esempio??
?Chiamami e lo saprai!?
?Stai attento, che nemmeno tu sai cosa potrei avere in mente io!?
?Ciao. ?
?Ciao. ?