Passeggio lungo il Corso senza una meta precisa, guardando distrattamente le vetrine illuminate, il Natale è vicino ed i negozi sono pieni di luci e colori.
Ad un tratto ti vedo bellissima, elegante e sexy, sei alla cassa parli con la cassiera poi guardi fuori, mi vedi imbambolato a fissarti e mi sorridi, ricambio il sorriso.
Attendo che tu esca
“Buon giorno” ti dico “Non ho potuto fare a meno di ammirare la sua bellezza, non vorrei sembrarle importuno… potrei offrirle l’aperitivo”
“Buon giorno” rispondi cortese “In altre circostanze avrei rifiutato ma oggi è una giornata particolare… accetto volentieri”
“Piacere Guido” mi presento porgendole la mano
“Piacere Monica” me la stringe con forza guardandomi negli occhi, trascorrono pochi secondi ma una scarica elettrica si trasmette l’uno all’altra.
Scegliamo un locale ed andiamo a sederci ad un tavolino un po’ appartato.
La conversazione è piacevole, lei è piacevole non smetto di fissarla negli occhi grandi e scuri da gazzella, il nasino e la bocca disegnati da un’artista, il volto incorniciato da una cascata di capelli castani è un’ovale perfetto.
Ormai si è fatto tardi e mi dice che deve andare allora azzardo
“Mi piacerebbe molto invitarla a cena questa sera… ”
“Questa sera?” ci pensa un attimo “ Ok ti aspetto per le 8” mi da l’indirizzo e se ne va ma prima mi bacia su una guancia ma molto vicino alla bocca.
Ore 20, puntuale come un’orologio Svizzero stò suonando alla sua porta, mi grida di accomodarmi dicendomi che fra un’attimo sarà pronta.
Quando entra nel salotto è come se la stanza si illuminasse, indossa un’elegante abito da sera lungo appena sopra il ginocchio con una profonda scollatura che rivela la mancanza di reggiseno ma che evidenzia un bel seno alto e sodo, le gambe bellissime inguainate in un paio di calze nere e la scarpe col tacco.
“Ciao Guido sapevo che saresti stato puntualissimo… ho fatto più presto che ho potuto” mi dice baciandomi
“Ciao Monica direi che ne è valsa la pena aspettare qualche minuto… sei stupenda!”
“Hai preferenze per il ristorante”
“Questa sera mi andrebbe di mangiare del pesce… cosa ne dici”
“Andata… conosco un ristorante non molto distante”
A cena mangiamo aragosta innaffiata col miglior champagne frutti di mare, gamberoni, mentre ci scambiamo sguardi sempre più languidi ed espliciti.
Ad un tratto sento il suo piede farsi strada tra le mie gambe ed appoggiarsi all’inguine, faccio finta di nulla ma il mio amico fraterno le fà subito capire che la cosa è quanto mai gradita.
Usciamo dal ristorante abbracciati e prima di salire in macchina la stringo a me e la bacio, la mia bocca si incolla alla sua e la lingua preme tra le sue labbra che si schiudono lasciandomi entrare, è un bacio languido e nello stesso tempo impaziente, fremente, le sue mani vanno ad accarezzarmi la nuca mentre la stringo con forza.
Le lingue giocano all’interno delle nostre bocche come in un incontro di scherma.
Ci sciogliamo da quell’abbraccio a malincuore e saliamo in macchina, mentre guido appoggia il capo alla mia spalla accarezzandomi la coscia, il suo vestito è risalito mostrandomi abbondantemente le sue cosce ed il pizzo delle autoreggenti.
“Da me o da te” dico soltanto
“Da me” è la risposta
Fatichiamo ad aprire e chiudere la porta di casa mentre ci baciamo e ci abbracciamo,
i nostri vestiti cadono ad uno ad uno lasciando una scia fino in camera da letto.
Nuda con le sole autoreggenti è una visione da sogno, il mio cazzo è teso allo spasimo, mi sdraio accanto a lei ed inizio a baciarla, il viso, gli occhi, la bocca, il collo accarezzandole la nuca, lei geme e sospira, scendo a baciarle il seno, ha un sussulto i capezzoli già duri si irrigidiscono ancora di più, è un piacere leccarli, tirarli con le labbra, sentire il suo respiro che si fa sempre più affannoso.
Alterno le carezze con le dita a quelle con la lingua poi scendo a baciarle il ventre piatto disegnando arabeschi con la lingua, ecco il monte di venere ornato da una rada peluria ben curata, Monica spalanca le gambe e la sua figa si schiude come i petali di una rosa colma di rugiada.
Resto qualche secondo in ammirazione poi affondo la lingua tra quelle labbra vogliose
“Siiiiii… ”
Mentre la lecco è tutta un fremito
“Oooooh… mmmmh… così… leccami… fammi venire”
Le prendo il clitoride tra le labbra succhiandolo avidamente
“Siiii… godo… vengoooo”
Esplode in un orgasmo incredibile le sue membra tremano come in preda a convulsioni, inarca la schiena ed alza il bacino per aumentare il contatto con la mia lingua poi crolla sul letto esausta.
“Oh Guido non ho mai goduto così tanto” mi sussurra
Risalgo verso la sua bocca accarezzandola, la bacio nuovamente facendole sentire il sapore del suo sesso, mi rovescia sul letto salendomi sopra, ora è lei che mi bacia scendendo a leccarmi il petto villoso, sento il contatto del mio sesso con la sua figa umida, continua a scendere fino ad arrivare al mio cazzo teso allo spasimo, lo prende in mano saggiandone la consistenza poi, guardandomi negli occhi, avvicina le labbra alla cappella congestionata mettendosela in bocca.
“Aaaaah… così… ”
Con abilità ingoia l’asta facendoselo entrare fino in gola poi la estrae andando a suggere i coglioni gonfi, ancora in bocca fino in fondo sù e giù sempre più veloce mentre la lingua non smette un attimo di muoversi sull’asta e sulla cappella.
Anche io inarco la schiena, non ce la faccio più.
“Siiii… ancora… succhia… aaaah… vengoooo… sborroooo”
Continua a succhiare mentre le rovescio in gola il mio seme che ingoia con voluttà.
E continua a succhiare mantenendomi in erezione poi si solleva puntandoselo all’entrata della vagina, lentamente si abbassa gustandosi la penetrazione, è stretta e calda ma si adatta subito alle mie dimensioni.
Mi mette le mani sulle spalle e comincia a cavalcarmi come una perfetta amazzone sfilandoselo quasi completamente per poi infilarselo tutto dentro, io le vado incontro col bacino in perfetta sincronia, sembra che ci conosciamo da sempre.
“Scopami… scopami… dai… così… tutto dentro… mmmmh”
L’orgasmo di poco prima mi consente di resistere a questo dolce supplizio, la rovescio e le sono sopra, mi allaccia le lunghe gambe sulla schiena, affondo dentro di lei senpre più in profondità con un ritmo forsennato, mentre la scopo la bacio poi comincia a fremere nuovamente preannunciando un nuovo orgasmo, aumento il ritmo e lei gode urlando.
“Godooooo… siiiiii… vengoo… ”
Sento i muscoli vaginali contrarsi attorno al cazzo che la scopa ma resisto, voglio averla tutta.
Rallento il ritmo e lei si calma, mi sfilo e la metto a pecorina, mi guarda sorniona ha capito, comincio a leccarle la figa poi risalgo verso il suo splendido culo, il buchino scuro occhieggia invitante lo lecco riempiendolo di saliva, aiutandomi con un dito ne saggio l’elasticità
“Mmmmh… ” sospira
Continuo la masturbazione anale senza dimenticarmi del suo clitoride, l’ano è cedevole e ben presto un altro dito fà compagnia al primo.
Ha la figa come un lago ed io me approfitto per penetrarla da dietro, la scopo lentamente sempre con le dita nel suo retto.
“Inculami… non farmi morire… mettimelo tutto… ”
Era quello che aspettavo, mi sfilo dal suo ventre e punto la cappella al suo ano, il cazzo è lucido dei suoi umori, entro con facilità dilatando lo sfintere poi mi sento risucchiare ed il cazzo le entra tutto in culo.
“Aaaah… siiiii… sfondami… fammi godere”
Lentamente comincio a danzare dentro di lei mentre muove il bacino in senso rotatorio, sembra una danza sudamericana, comincio ad aumentare il ritmo, i nostri respiri si fanno sempre più affannosi poi esplodiamo entrambi in un’orgasmo squassante.
“Aaaaah… godo… ti riempio… sborrooooo!!”
“Siiii… vengo… lo sento… riempimi tutta”
Tre, quattro fiotti le riempiono l’intestino lei gode ancora, poi ci accasciamo sul letto esausti.
Qualcuno mi urta, mi giro poi torno a guardare la vetrina, lei è sempre lì che mi sorride, cazzo come sono realistici questi manichini!!!!!!!!!!!