Io non ho mai avuto paura dei serpenti.
Tutti li sfuggono, chi per paura e chi per incontenibile e atavico ribrezzo.
Io no.
Li temo forse anche se sono minacciosi, ma li guardo, li osservo più da vicino che posso.
A volte anche li tocco. Affascinato dal loro muoversi e dal loro farsi anello, gomena arrotolata a imprigionare il sole come se vivessero di quello.
La tua lingua è un serpente che io amo, per esempio. Anche adesso.
Che scivola nella mia bocca, spostandomi le labbra come se fossero alti fili d’erba.
Prudente apre una strada.
Esplorandola con cura a piccoli guizzi di saetta, prima di azzardarsi.
Muove a lato, scarta, seguendo linee sue, e intanto penetra lenta.
Quasi assaporando l’avvolgermi mio nella tua voglia.
La sento arrivare curiosa e tesa in punta a esplorarmi i denti, sotto le labbra li carezza. Poi scarta e scivola in mezzo alle due arcate che potrebbero ferirla e imprigionarla.
Le ha esplorate continua leggendo questa Entrata