December 23rd, 2007

L’aveva conosciuto nella tavola calda dove lavorava come cameriera, quando era entrato le era sembrato di vedere un dio greco.

Alto oltre il metro e ottanta, carnagione leggermente ambrata, il mento volitivo e lo sguardo penetrante, gli occhi neri, i capelli lunghi raccolti in una coda di cavallo.

E poi il fisico, anche sotto il giubbotto di pelle si intuiva un corpo forte muscoloso, maschio.

Come lo vide sentì le gambe molli ed il cuore in tumulto.

Lui si sedette ad un tavolo e Jennifer fu più lesta di tutte avvicinandosi per l’ordinazione, si diede un aggiustatine al camice, slacciando un bottone in più, tirò indietro le spalle e fece il sorriso migliore, fortunatamente le sue mani scrivevano sul taccuino l’ordinazione come mosse da vita propria perché praticamente non aveva capito nulla, inebriata dalla sua calda voce.

Quando si allontanò ancheggiò come mai aveva fatto mostrando il suo magnifico culetto stretto nei jeans attillatissimi.

Jennifer era nata 20 anni prima in quella sperduta cittadina e fin da piccola aveva sognato di fuggire da quella piccola, ristretta comunità, per andare a scoprire il mondo.

Certo era bella, alta slanciata, il seno della terza misura, le gambe lunghe ben tornite ed il culetto, un mandolino pressoché perfetto che aveva fatto girare la testa a tutti gli uomini della comunità e non le mancavano gli spasimanti, ma quei montanari rozzi non le interessavano, lei sognava il mare il sole, le spiagge calde del sud. continua leggendo questa Entrata


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