December 17th, 2007

Dopo aver fatto la scoperta delle abitudini di mia madre e dell’impegno profuso dallo zio Monsignore per redimerla, i miei ritorni al paese natio diventarono molto più frequenti… ed appaganti, attendendo sempre di potervi risiedere di nuovo stabilmente.

Durante uno di questi, un pomeriggio, affrontai con l’affascinante professoressa l’argomento delle origini di quei fatti.

Lei mi raccontò di come aveva cominciato ad avere coscienza del suo essere così bramosa di sesso e di come, per cercare conforto e soluzione, lo avesse confidato al cognato. che, da quel momento, aveva cominciato con i suoi strani tentativi di esorcizzarla e di liberarla da quella sua ossessione e di come, in realtà, continua leggendo questa Entrata

December 16th, 2007

La seconda notte

Rientrati nella nostra camera ci precipitammo insieme sotto la doccia, il caldo del vapore, il contatto dei nostri corpi scatenò un nuovo desiderio, ci baciammo ed il bacio ci riportò ad una ulteriore erezione. Ci asciugammo e ci sdraiammo nudi sul letto continuando a baciarci ed accarezzarci. Marco mi confessò che effettivamente lo zio l’aveva sodomizzato ma lui non aveva assolutamente opposto resistenza. Io, con finta ingenuità gli chiesi :

” Ma cosa si prova ad essere sodomizzato?”

“E’ un’esperienza sconvolgente, rispose, nessun atto sessuale produce la stessa emozione; nel momento che accetti di essere penetrato cambia tutto l’universo che ti circonda, tu ti senti più libero perché hai finalmente sciolto un dubbio, hai rotto un tabù; continua leggendo questa Entrata

December 15th, 2007

Mia moglie Giovanna è proprio quella che si definisce una bella donna : snella e aggraziata, intelligente ed educata, signorile. Nonostante i suoi 40 anni ha il fisico di una ragazza e un viso dolce e seducente, tanto che riceve complimenti sia dagli uomini che dalle donne. Francamente faccio sempre un figurone quando mi accompagna ai congressi oppure alle riunioni di lavoro… infatti la dottoressa Giovanna è anche una mia collaboratrice.

Io ho dieci anni più di lei, autorevole nella vita quotidiana ma un po’ succube nella sfera privata: sono poco dotato e semi impotente, cornuto per scelta, così che mia moglie deve scopare con altri uomini per sentirsi davvero femmina.

Sono io che le trovo i maschi, anche perché ho una fantasia erotica inesauribile e negli anni ne abbiamo fatte di cotte e di crude sia con singoli che con gruppi di maschi.

Vi voglio raccontare l’ultima esperienza, di pochi giorni fa.

Da tempo accarezzavo l’idea di far fare la puttana a mia moglie, a partire dalle sue considerazioni entusiastiche espresse in più occasioni sul film “Proposta indecente”. continua leggendo questa Entrata

December 14th, 2007

Era un altro noiosissimo pomeriggio, ed Alessia non aveva proprio voglia di aprire quel libro di storia. Del resto erano solo le 4 del pomeriggio e visto che la sera non preannunciava nulla di esaltante si era ripromessa di cimentarsi sul libro più tardi, magari ispirata dalla sera e dalle stelle. Restava solo da capire cosa avrebbe fatto per tutto il pomeriggio. Persino il suo criceto Pallino pareva essere più impegnato di lei correndo senza mai fermarsi su quella piccola ruota. Stesa sul letto Alessia fissava il sotto della rete del letto a castello dove dormiva suo fratello Giorgio, di solo 3 anni più grande di lui. La famiglia di Alessia era molto taciturna e riservata. I suoi genitori erano liberi professionisti, e come diceva Alessia, liberi anche dagli impegni familiari. La madre era una donna molto rigida, per lei pianificare tutto era essenziale, basti pensare che pianificò anche la gravidanza di Giorgio. In quella famiglia volevano dei figli, ma non volevano che intralciassero la loro carriera. Dopo Giorgio la madre cercò nuovamente di restare incinta per non dover poi assentarsi successivamente dal lavoro, ma a nulla servirono i tentativi. Alla fine si arrese e dopo 3 anni, inaspettatamente, rimase incinta di Alessia. Quella fu l’unica volta, dice Alessia, in cui la madre mostrò un lato umano e facendo prevalere l’istinto materno su quello della libera professionista portò avanti la gravidanza. Il padre di Alessia era un uomo mite e molto silenzioso. Lasciava nelle mani della moglie tutte le decisioni importanti sia sulla casa che sull’educazione dei figli. Giorgio ed Alessia erano stati più tempo con baby sitter e tate che con i propri genitori. continua leggendo questa Entrata

December 13th, 2007

Lorna lo conosceva da diversi anni ormai. Certo più di dieci. Si occupava degli affari di famiglia da sempre e da sempre lui e sua moglie erano ospiti della sua casa. Lorna aveva sempre guardato con ammirazione a quella coppia. Molto affiatata, con diversi figli. Non si ricordava nemmeno quanti, ma quando stavano a casa sua sembrava una classe di scuola! Eppure Lorna aveva sempre sentito una strana elettricità ogni volta che Maurizio si avvicinava a lei. Sentiva il desiderio di lui. Però non aveva mai soffermato la sua attenzione su quella sensazione e non aveva mai notato il Maurizio uomo fino a quel giorno. Lorna si svegliò al suono del campanello. I bambini erano a scuola e lei, dopo averli salutati, quel mattino, era tornata a letto. Faceva molto freddo. A Lorna però piaceva dormire senza pigiama. Una canotta bianca ed un perizoma erano sufficienti sotto gli alti e soffici piumoni in cui amava naufragare. Si alzò in fretta, afferrò un giacchino e si recò alla porta. Con sorpresa vide che c’era Maurizio. Sapeva che suo marito era fuori per lavoro per qualche giorno però, gli spiegò, aveva necessità di mandargli via mail alcune informazioni, quella mattina stessa. “Ho bisogno dell’indirizzo mail, volevo telefonarti ma poi ho pensato che stamattina, andando in ufficio presto ed essendo tu di strada, potevo passare a prenderlo e magari mandare la mail direttamente da qui. Tu hai un magnifico computer in studio”. Mentre diceva questo i suoi occhi percorsero le lunghe e polpose gambe di Lorna, indugiando sul triangolo di pizzo bianco che sembrava sbirciasse da sotto il golf troppo corto. In quell’istante Lorna vide Maurizio per la prima volta. Guardò le sue grandi mani, continua leggendo questa Entrata


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