Lorna lo conosceva da diversi anni ormai. Certo più di dieci. Si occupava degli affari di famiglia da sempre e da sempre lui e sua moglie erano ospiti della sua casa. Lorna aveva sempre guardato con ammirazione a quella coppia. Molto affiatata, con diversi figli. Non si ricordava nemmeno quanti, ma quando stavano a casa sua sembrava una classe di scuola! Eppure Lorna aveva sempre sentito una strana elettricità ogni volta che Maurizio si avvicinava a lei. Sentiva il desiderio di lui. Però non aveva mai soffermato la sua attenzione su quella sensazione e non aveva mai notato il Maurizio uomo fino a quel giorno. Lorna si svegliò al suono del campanello. I bambini erano a scuola e lei, dopo averli salutati, quel mattino, era tornata a letto. Faceva molto freddo. A Lorna però piaceva dormire senza pigiama. Una canotta bianca ed un perizoma erano sufficienti sotto gli alti e soffici piumoni in cui amava naufragare. Si alzò in fretta, afferrò un giacchino e si recò alla porta. Con sorpresa vide che c’era Maurizio. Sapeva che suo marito era fuori per lavoro per qualche giorno però, gli spiegò, aveva necessità di mandargli via mail alcune informazioni, quella mattina stessa. “Ho bisogno dell’indirizzo mail, volevo telefonarti ma poi ho pensato che stamattina, andando in ufficio presto ed essendo tu di strada, potevo passare a prenderlo e magari mandare la mail direttamente da qui. Tu hai un magnifico computer in studio”. Mentre diceva questo i suoi occhi percorsero le lunghe e polpose gambe di Lorna, indugiando sul triangolo di pizzo bianco che sembrava sbirciasse da sotto il golf troppo corto. In quell’istante Lorna vide Maurizio per la prima volta. Guardò le sue grandi mani, continua leggendo questa Entrata
Non mi era mai successo prima… non mi era mai successo di trovarmi nel letto, al mattino, una perfetta sconosciuta, o quasi. Di lei sapevo solo il nome, Federica, e sapevo che il sesso con lei era stato magnifico. Altro non conoscevo.
Non mi era mai successo prima… e ancora non riesco a spiegarmi perchè sia successo. Sarà stato l’alcol in corpo, un po’ troppo, sarà stato il suo corpo sensuale, i suoi riccioli rossi che incorniciavano un viso di quelli che non scordi: occhi verdi come una gemma, grandi, luminosi, curiosi, intelligenti; una bocca carnosa, piena, invitante; un ovale del volto di quelli che tolgono il fiato per la perfezione. Il tutto sopra un corpo alto, slanciato, atletico, scultoreo. Non era una donna così formosa, Federica, ma la grazia che emanava dalla sua figura sapeva di antico, primigenio, selvaggio, animalesco. Poco seno, in fondo, ventre piatto, fianchi abbondanti senza essere grassi, e due gambe tornite che sembravano non finire mai. L’unico difetto che le avevo trovato, la sera in cui la conobbi, fu un naso grosso, non certo una proboscide, ma comunque grande abbastanza da essere notato. Aveva una leggera gobba e, se l’avesse vista uno scultore, o un pittore, avrebbe detto che quel particolare rovinava il quadro d’insieme. Per me non era così, anzi. Il leggero difetto che lei mostrava senza troppe preoccupazioni me la rendeva più desiderabile, meno perfetta e più umana… una donna che si poteva avvicinare.
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Ciao a tutti oggi voglio raccontarvi una cosa che mi e successa all’ inizio dell’ anno scolastico.
Io frequento l istituto agrario della mia città e da cio che dicono tutti gli altri compagni sono fra le più carine della scuola (la mia descrizione e in un altro dei miei racconti ma non ricordo quale)
Comunque andiamo a noi… come sempre i servizi offerti dalla scuola sono piuttosto precari e lenti di conseguenza anche se la scuola era cominciata da appena un mese i ragazzi dovevano per forza andare nel bagno delle ragazze per espletare i loro bisogni. Un giorno andammo in bagno con la mia compagna Vera ( in due cosi una tiene la porta ), non c e mai stata molta simpatia tra noi anche perche e un po gelosa del mio fisico e soprattutto del seno poiche il mio molto prosperoso, porto la 5a, e il suo una 3° scarsa ma secondo me molto bello, comunque, dato che non c era nessuno decidemmo di entrare in due cosi da spettegolare un po, il discorso cadde non ricordo come su un fatto che mi era successo qualche giorno prima ovvero mentre mi stiracchiavo in classe si spalanco la camicetta e menomale che sotto avevo il top se no avrei mostrato il seno a tutta la classe continua leggendo questa Entrata
Storia divertente, tenera, ed istruttiva per i giovani.
Storia di sesso e d’amore, come sempre…
Lei non mi aspetta. Lei vive in un’altra città.
“Non vengo non posso venire stanotte. ”
“e daiii”
Sono un po’ incazzato, sono un po’ geloso. Lei ha un altro.
Quindi, non vado.
Ho deciso.
Eh, quando è troppo è troppo!.
Cioè, cazzo, anche io ho una mia dignità. E’ una questione di amor proprio.
L’incontro con compare Mico aveva provocato in Nennella una trasformazione assolutamente impensabile solo qualche tempo prima.
La vedova aveva conosciuto le gioie della penetrazione anale e si era all’improvviso resa conto del tempo perduto irrimediabilmente a proteggere un immagine di inutile e falso perbenismo.
Il vecchio pescatore le aveva fatto scoprire, seppur con modi non molto garbati, che il sesso era l’unica strada in grado di riaccendere la voglia di sentirsi femmina, puttana, di confrontarsi con l’oggetto del desiderio più importante per una vera donna: “il cazzo”.
Naturalmente le aspirazioni della donna erano ben altre ed andavano in cuor suo al di là del rapporto con un uomo ormai al declino, spesso ubriaco e con un tanfo di pesce che neanche l’ammollo nella candeggina per un mese sarebbe riuscito ad attenuare.
Doveva tuttavia accontentare il pescatore soprattutto per non far venir meno quei quattro soldi che egli dava al figlio Peppino quando questi lo aiutava nel suo lavoro.
In realtà la paga era più per le prestazione della vedova che per l’aiuto ricevuto da quel cialtrone del giovane. continua leggendo questa Entrata
siamo stesi sul lettone di mamma e papà…
io francesco 20 anni moro alto 183, con un po d pancetta un cazzo generalmente in tiro voglioso
di fica, e lei anna mia sorella 25 anni poco più bassa di me, magra e seno da far paura.
Stiamo guardando la tv, un film d’azione, ora sullo schermo c’è la solita scena d’amore tra
il protagonista e la donna di turno, lui la spoglia e si baciano, questo mi fa pensare, ma non
sono pensieri comuni, ma pensieri su anna.
Spesso la penso in quel senso, spesso penso di spogliarla e di farmela anche quelle volte in cui
la spio, si perchè capita anche che la spii, mi piace vederla nuda, mi piace vedere quei seni sodi
e quella fica pelosa, continua leggendo questa Entrata
La scuola era finita ma quella mattina Andrea si svegliò comunque presto. Non aveva dormito bene perchè il suo sonno era stato disturbato dall’eccitante pensiero che il pomeriggio successivo alle 14:00 suo padre lo avrebbe portato all’officina di Nicola dove voleva che lavorasse durante l’estate. Il fisico gracile ed effeminato di Andrea non si prestava certo al lavoro pesante ma ciò che lo eccitava e che aveva disturbato il suo sonno era il pensiero che avrebbe passato molto tempo a stretto contatto con gli uomini che più di tutti gli facevano desiderare di essere femmina. Nicola e suo padre erano infatti al centro delle sue fantasie sessuali.
Adorava quei corpi muscolosi e pelosi dall’intenso odore di maschio e innumerevoli volte si era immaginato di essere preso da entrambi, sodomizzato e usato rozzamente come se fosse la loro serva.
Andrea non aveva amici. Carattere schivo e timido, corpo efebico, modi effeminati.
Si muoveva in modo sinuoso e sculettante e attirava su di se lo scherno dei compagni di scuola che lo appellavano sempre più frequentemente come checca e che talvolta lo molestavano.
Andrea sperava che prima o poi, continua leggendo questa Entrata