Hanno ripreso a succhiarmi e a leccarmi il culo. Sono legata a una specie di trapezio. Le braccia dietro la schiena, le gambe e il collo alla sbarra. In questo modo tutto quello che d’interessante può esserci in me è esposto agli occhi del pubblico. Non so chi tocca, chi mi succhia, chi mi lecca. Ho gli occhi bendati. Dondolo, mi fanno dondolare. Se riuscissi a rilassarmi lo troverei quasi commovente. Adesso mi sta infilando un dito nella polpa più morbida e accogliente. Davanti. Sento rumore di frustata. Spero non riservino anche a me questo trattamento. Non mi piace avere segni. Domani devo andare a scuola. Quello che mi ha messo il dito dentro, adesso sta iniziando a leccarmi il clitoride. Fa al mio clitoride quello che farei a un calippo: il più delle volte lo succhia, a volte lo morde. Adesso sta infilando il suo sesso nel mio. Io non faccio opposizione, non faccio resistenza. Ogni colpo che mi da dondolo. Non posso muovermi. Sono l’equivalente di un giocattolo a dondolo del sesso. Adesso lo leva dal davanti e cerca di mettermelo dietro, ma non trova la stessa facilità, continua leggendo questa Entrata
Vivevamo assieme da qualche mese, ed ero veramente preso di lei. Tipo mediterraneo, mora, zigomi, non molto alta, qualche rotondità ma complessivamente snella. Anche se nell’intimità non mi negava niente, Cristina era particolarmente timida in publico, al punto di provare impaccio appena qualcuno le faceva un complimento. Proprio per questa sua caratteristica, forse per amore del contrasto, mi trovo ad immaginare cosa avrei provato se si fosse lasciata corteggiare da un altro, e nelle nostre fantasie notturne avevo iniziato a prospettarle quella ipotetica possibilità.
Lei non si sbilancia, considerandola forse una mia innocua mania, ma da quel momento mi capita di notare che l’interesse che normalmente suscitava negli altri la metteva più a disagio del solito…
-Simpatico quel tipo, no? - le chiedo una sera in casa di amici, dopo aver notato lo sguardo sfuggente di un ragazzo dall’aspetto gradevole. Lei alza le spalle con noncuranza, ma arrossendo visibilmente. continua leggendo questa Entrata
A volte gli anni passano, ma certi ricordi restano. Il tuo numero era rimasto li, nella memoria del telefonino, lontano dagli occhi indiscreti di mia moglie, ma anche lontano dalla mia voce “Vale P. ”. Non ci sentivamo e vedevamo da almeno tre anni. L’ultima volta ci eravamo ripromessi che lo sarebbe stata poi…..
E’ stato questo luglio, un caldo luglio, noiso nella sua afa, nella vicinanza di una donna stanca, di una figlia, di una casa, del mutuo. E’ riapparso quel nome, in rubrica, in un attimo di pace in ufficio. Sapevo che a breve sarei sceso di nuovo nella mia terra natale, dopo anni di assenza, gli stessi che ci separavano. continua leggendo questa Entrata
Ne sono sempre stato convinto, tanto è vero che sono proprietario di una bellissima e simpaticissima bastardina di nome Lilly, ma alla luce di quanto mi è capitato ne ho la piena certezza, il cane è il miglior amico dell’uomo ed in questo caso anche della donna.
Il più grosso “problema” del possedere un cane è quello della passeggiata, che devi fare anche se sei stanco, stressato o malato, la bestiolina ha le sue esigenze fifiologiche e, pur brava che sia, prima o poi deve espletarle ed è necessario uscire per fare “il giretto”.
Quello della sera, prima della nanna, è spesso il più pesante e, nella maggior parte dei casi spetta all’uomo di casa passeggiare la notte col cagnetto.
Si instaurano così delle amicizie canine che coinvolgono anche i padroni.
Un mesetto fa, poiché in tele non vi era nulla di interessante ed avevo pure terminato il libro che stavo leggendo, continua leggendo questa Entrata
Fabiana era tesa. Erano strascorse ormai, due settimane da quando aveva risposto all’annuncio… “Cosa sto cercando? Cosa stai cercando? Se la risposta è LA DISCIPLINA DI UNA SCULACCIATA, a te si rivolge questo messaggio. Lascia la tua richiesta, rispettosamente formulata a maxdominus virgilio. it”.
A quella prima risposta era seguita un’intensa corrispondenza, sempre preceduta dalla curiosità e dalla’ansia di leggere le mail che l’attendevano, riposte nell’hard disk di qualche server, pronte a sorprenderla con incipit adesso severi, adesso comprensivi, quasi dolci. Sempre di più il pensiero di quell’appuntamento elettronico conquistava spazio nella sua giornata, fino a diventare imprescindibile, irrinunciabile.
Fabiana aveva, un po’ alla volta, imparato a conoscere quell’uomo, e, un po’ alla volta si era presentata a lui, descrivendo la sua giornata, i suoi pensieri e i suoi timori, continua leggendo questa Entrata