Una pioggerella sottile bagna il lastricato di pietre all’ingresso della clinica. Stando alle previsioni dei meteorologi è probabile che durante la notte la pioggia si trasformi in neve. Ho fretta di tornare a casa. Ho le gambe gonfie e le ginocchia mi si flettono per la stanchezza. Giusto il tempo di effettuare le consegne alle colleghe del turno di notte poi fuggirò via. Ho bisogno di riprendere fiato, di uscire da questo luogo di sofferenza e respirare aria pura. Domani all’alba sarò di nuovo qui per ricominciare un nuovo turno di lavoro ed ho assoluto bisogno di riposo.
Esco dal parcheggio dell’ospedale e mi ritrovo a guidare l’Opel Corsa sulla Via Emilia. Prima d’andarmene a letto decido di fermarmi al Rococò. continua leggendo questa Entrata